Il mistero buffo di Fiera Milano.

Oggi è il D-day di Benito Benedini. Il baffuto imprenditore presiederà il comitato esecutivo della Fondazione Fiera di Milano che dovrà decidere a chi assegnare il progetto multimilionario di riqualificazione dei padiglioni 1 e 2 delle aree del Portello, se a Silvio Berlusconi che ci realizzerà il nuovo stadio del Milan, o al tandem Vitali-Stam Europe. Diciamo la verità: Benedini non arriva a questo appuntamento delicato da una posizione di forza. Il progetto di bilancio 2014 della Fondazione, il secondo dell’era-Benedini, si chiude con un utile di solo un milione di euro rispetto ai 2,6 milioni del precedente esercizio. La minore profittabilità diventa perdita secca nel progetto di bilancio consolidato che mostra un rosso di oltre 10,1 milioni rispetto al minutile di 1,6 milioni del 2013. Berlusconi è sicuro di vincere la partita di oggi. “Abbiamo già ricevuto dieci offerte da parte di fondi o altro per finanziare la costruzione del nuovo stadio”. E i disagi degli abitanti? L’ex premier è stato sbrigativo: “ci saranno disagi per gli abitanti per un paio di anni, ma poi tutti se ne avvantaggeranno e gli stessi immobili aumenteranno di valore come è successo in tutte le città europee”.

Ma il punto non è nemmeno chi uscirà vincente dal comitato esecutivo di oggi. Il problema infatti è che con conti così in sofferenza Benedini sarà chiamato fra poco a tirar fuori decine di milioni per sottoscrivere pro-quota l’aumento di capitale da 70 milioni di euro dell’unico asset che possiede, il 62% della quotata Fiera Milano. La ricapitalizzazione è stata approvata da uno degli ultimi consigli d’amministrazione e sarà votata dall’assemblea straordinaria del 31 luglio. E’ interessante notare che l’aumento di capitale è il primo atto importante della nuova gestione della quotata, affidata a Corrado Peraboni. Leghista con un’esperienza parlamentare, è stato fino a ieri – guarda caso – segretario generale della stessa Fondazione e ha fatto il salto di poltrona grazie al decisivo appoggio del governatore della Regione Lombardia, Roberto Maroni.

Fiera Milano, però, non se la passa affatto bene. Il 2014 si è chiuso con una perdita consolidata di 19,1 milioni, in peggioramento rispetto ai -16,6 milioni dell’anno prima, mentre l’Ebit è pari a meno 18,8 milioni su ricavi consolidati di 245,5 milioni. Anche il 2015 è partito male: a marzo l’utile è stato di 1,4 milioni (3,9 nello stesso periodo dell’anno prima) con un ebit diminuito da 5,2 a 2,6 milioni. Il giudizio della borsa, poi, è spietato: il titolo ha perso il 16% da qui a un mese, il 22% negli ultimi 6 mesi e quasi il 30% in un anno. Dal massimo di 7,5 euro del 13 febbraio scorso, l’azione è crollata fino a 4,9 euro del giugno scorso. Da due anni Fiera Milano non remunera gli azionisti con un dividendo eppure il primo socio, la Fondazione di Benedini, ha subito fatto sapere che sottoscriverà “interamente” la quota dell’aumento di capitale.

Sotto il cielo leghista di Lombardia avvengono cose davvero singolari.

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