La Cassa, Gallia e la coesione.

Un mese fa ha ottenuto dal Rettore dell’Università di Bologna Ivano Dionigi la laurea honoris causa in economia e politiche economiche. Quasi un mese dopo una nomina molto più pesante: quella di consigliere d’amministrazione di Cassa Depositi e Prestiti nel momento in cui la “banca” del governo è stata affidata alla presidenza di Claudio Costamagna e alla guida dell’amministratore delegato Fabio Gallia.

Parliamo di Isabella Seragnoli, erede dell’omonima dinastia imprenditoriale felsinea che dal 2002 è azionista di controllo di Coesia, holding a capo di un portafoglio di aziende di macchine automatiche. Un gigante che fattura oltre 1,4 miliardi di euro e che nel 2014 ha guadagnato 77 milioni nel consolidato e 15 milioni nel civilistico. La Seragnoli, nominata cavaliere del lavoro nel 2007, ha un piede anche in Mediobanca e ormai solo gli storici ricordano che il cugino Giorgio, detto “l’Emiro”, fu a fianco di Carlo De Benedetti nella battaglia per il Credito Romagnolo.

L’ottimo bilancio di Coesia è stato approvato poche settimane fa dall’assemblea dei soci a cui era presente larga parte del consiglio d’amministrazione. Tra cui Franco Tatò, Roberto Poli commercialista vicino a Silvio Berlusconi, Luca Garavoglia proprietario della quotata Davide Campari e Luca Cordero di Montezemolo, che ha convinto la Seragnoli a comprare persino una quota di Ntv. Comunque nel consiglio ci sono tutti nomi importanti, ai quali se ne aggiunge uno: Gallia. Già, proprio quello che fino a ieri era amministratore delegato di Bnl Bnp Paribas e che ora ricopre lo stesso incarico nel board dove è entrata proprio la Seragnoli. Il banchiere è diventato consigliere di Coesia nel giugno dello scorso anno con un mandato triennale e ora vediamo se riterrà opportuno dimettersi vista la concomitanza degli incarichi in Cdp, che proprio oggi riunisce il nuovo cda per la prima volta.

Anche in Cassa, insomma, la “coesione” può aiutare, ma altrettanto può giovare una coerenza di partenza. Per non pensare che il governo abbia voluto inserire nel board una bravissima imprenditrice, ma che fino a ieri aveva tra i suoi consiglieri quel manager il cui operato da oggi è chiamata a condividere o meno.

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