Angelucci, dolori in Lussemburgo.

L’indagine per frode fiscale avviata dalla procura di Roma sull’ospedale capitolino San Raffaele non ferma gli Angelucci, imprenditori sanitari ed editori fra l’altro di “Libero”, quotidiano da anni in perdita, dal coltivare i loro business in Lussemburgo dove continuano a movimentare valanghe di milioni ma anche ne perdono a decine. Qualche giorno fa, infatti, nel Granducato si è svolta l’assemblea ordinaria di Three, holding della famiglia, che ha visto l’esercizio archiviato con un rosso di 15 milioni di euro dopo i 50 milioni di passivo del 2013.
L’attivo di Three, pari a 280 milioni e che proprio lo scorso anno è stata ricapitalizzata per 40 milioni, vede partecipazioni in carico per 210 milioni tra cui il 98,4% del San Raffaele (91,3 milioni di valore di carico rispetto ai 42,8 milioni del 2013), il 93,6% della holding italiana Finanziaria Tosinvest (34,2 milioni rispetto a 14,2 milioni), il 100% di Roma Global Service (43,6 milioni), il 93,6% di Tosinvest Real Estate (24 milioni), il 35% di Fund Alfa (15,8 milioni) e lo 0,007% di Compagnia Aerea Italiana, residuo della costosa avventura degli Angelucci in Alitalia ai tempi del governo Berlusconi, che li portò a detenere il 5,3%.

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