Unicredit e quei vicepresidenti.

La poltrona di vicepresidente di Unicredit, evidentemente, porta guai. Ne sa qualcosa Luca Cordero di Montezemolo, numero due della banca guidata da Federico Ghizzoni e presieduta da Giuseppe Vita, finito nel tritacarne della “Panama Leaks”.

Ma è curioso scoprire che proprio il predecessore di Montezemolo è oggi alle prese con guai giudiziari molto seri completamente ignorati dalla stampa italiana. Si tratta di Khadem Al-Qubaisi che debuttò nel consiglio d’amministrazione di quella che allora era la banca di Piazza Cordusio il 12 maggio nel 2012 assieme nella stessa carica a Candido Fois, Vincenzo Calandra Bonaura e Fabrizio Palenzona, anch’egli finito recentemente agli onori delle cronache giudiziarie. Al-Qubaisi venne eletto nella sua qualità di amministratore “indipendente” nella stessa tornata che vide entrare nel board l’allora presidente della Ferrari. Entrambi rappresentavano la quota del 6,5% detenuta allora al veicolo lussemburghese Aabar per conto della International Petroleum Investment Company (Ipic), società di investimenti interamente detenuta dal governo di Abu Dhabi. Al-Qubaisi era managing director di Ipic, Montezemolo, invece, aveva e ha semplicemente buoni rapporti con gli arabi, in particolare con lo sceicco Mohamed bin Zayed Al Nayhan, emiro di Abu Dhabi.

Improvvisamente, però, il 3 ottobre di quello stesso anno Al-Qubaisi si dimise “a causa degli eccessivi impegni”. Ghizzoni interpellato allora sul perché delle dimissioni del numero due della banca oppose il no comment. Fatto sta che di lì a pochi giorni la carica di vicepresidente, sempre per conto di Abu Dhabi, passò proprio a Montezemolo e l’altro posto in consiglio per gli arabi in consiglio andò a Mohamed Al Fahim, responsabile divisione finance di Ipic.

Oggi si scopre che Al-Qubaisi, noto anche per condurre la vita da ricco playboy e per il suo sito personale (http://khadem-alqubaisi.com/), non solo ha lasciato mesi fa Ipic ma che il governo di Abu Dhabi ha recentemente sequestrato i suoi beni assieme a quelli di Mohamed Badawi Al Husseiny (ceo di Aabar), i quali sono agli arresti domiciliari e si sono visti confiscare i passaporti. Perché? Sono ritenuti gli artefici della creazione di Aabar Investments Psj Ltd, un veicolo londinese che, artificiosamente ricondotto a Ipic, ha ricevuto illegalmente milioni di dollari da 1MDB, il fondo sovrano malese. Lo scandalo, che sta mobilitando le autorità giudiziarie svizzere alla ricerca delle banche complici, sta facendo tremare la poltrona di Najib Razak, premier malese e creatore di 1MDB nel 2009. Gli svizzeri ritengono che dalle compagnie pubbliche malesi, via 1MDB, siano state distratti oltre 4 miliardi di dollari. La cosa divertente, in tutto ciò, è che 1MDB pare aver finanziato anche “The Wolf of Wall Street”, il famoso film di Martin Scorsese con Leonardo di Caprio come protagonista.

Forse nella banca di Piazza Gae Aulenti qualcuno si è ispirato a Jordan Belfort per scegliere i vicepresidenti…

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