Finanze vaticane, il colpo di Parolin.

Un altro duro colpo per il superministro delle finanze del Vaticano, il cardinale australiano George Pell, meglio noto come il “ranger”. Ad assestarglielo questa volta è nientemeno che la Segreteria di Stato guidata dal cardinale Pietro Parolin. Infatti con una lettera firmata dall’arcivescovo Giovanni Angelo Becciu, che fa parte della Segreteria, l’organismo ha decretato la sospensione del lavoro di revisione dei conti di tutta la Santa Sede che solo lo scorso dicembre era stato affidato da Pell a PwC, una delle più importanti società mondiali di audit. Non è la cancellazione del mandato, ma poco ci manca.

A dicembre la Santa Sede aveva annunciato che il lavoro di PwC sarebbe iniziato “immediatamente” e che gli auditors avrebbero operato in stretto contato con Pell e il suo staff. L’incarico a PwC doveva servire a fare luce in modo definitivo sullo stato di salute delle finanze della Santa Sede e giungeva dopo il “Vatican Leaks” e una sfilza di incarichi affidati a grandi società consulenziali come McKinsey e Promontory Financial Group. Dal canto suo l’Istituto per le Opere di Religione (Ior) guidato dal laico francese Jean-Baptiste De Franssu ha come revisore Kpmg.

Perché il semi-siluramento di PwC? A giugno Pell, compiendo 75 anni, entra in età pensionabile e Papa Francesco potrebbe o decidere di sostituirlo o chiedergli di continuare fino al termine naturale del suo mandato che scade nel 2019. Ma su Pell incombono molte ombre legate alle accuse di aver coperto gli scandali sessuali del clero in Australia. Al tempo stesso il lavoro di De Franssu allo Ior non è completamente apprezzato dietro le Mura Leonine e potrebbe essere la volta che la banca del Vaticano torni a un banchiere italiano, dopo il francese attuale e, prima ancora, il tedesco Ernst Von Freyberg.

E qualcuno oggi ricorda che quarant’anni fa quella che allora era una grande società di revisione chiamata Coopers & Lybrand fu una delle protagoniste degli incroci mortali fra lo Ior del cardinale Paul Marcinkus e il Banco Ambrosiano di Roberto Calvi. Quella Coopers & Lybrand confluita nel 1998 proprio in PwC…

Advertisements