Del Torchio, tra Sole e Corriere.

Se qualcuno voleva una conferma della progettata aggregazione tra “Corriere della Sera” e “Il Sole 24Ore” forse da oggi ha una ragione in più. Alla guida del quotidiano di Confindustria, passato sotto la presidenza di Giorgio Squinzi e che durante i 6 anni dell’ex amministratore delegato Donatella Treu ha perso la bellezza di 210 milioni di euro, pare destinato Gabriele del Torchio. Il manager, guarda caso, legatissimo al finanziere Andrea Bononi del fondo Investindustrial che ha appena lanciato un’Opa su Rcs assieme a Pirelli, Della Valle, Unipol e Mediobanca per contrastare l’ops lanciata da Urbano Cairo sulla casa editrice del “Corriere della Sera”.

I legami di Del Torchio con Bonomi, amministratore delegato di Alitalia prima dell’arrivo di Etihad, si sono cementati nella vincente scommessa su Ducati poi venduta ad Audi. Tanto che Del Torchio proprio per conto di Bonomi è appena entrato nel board della Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna, poche settimane fa in quello del marchio di scarpe Sergio Rossi rilevato da Investindustrial mentre lo scorso anno ha debuttato nel board della griffe di arredamento B&B finita sempre nel portafoglio di Bonomi.

Chi conosce le segrete cose della finanza meneghina, poi, ricorda che Del Torchio, supportato proprio da Bonomi e da un altro influente ex socio di Rcs, nel 2012 era rimasto in corsa fino all’ultimo per la poltrona di amministratore delegato del gruppo che edita il “Corriere”, per sostituire Antonello Perricone. Fino a quando, ventiquattr’ore prima del consiglio d’amministrazione, Bonomi fece sapere che dopo un colloquio con Alberto Nagel, a.d, di Mediobanca, aveva preferito soprassedere sul suo fedele manager perché Piazzetta Cuccia e John Elkann volevano Pietro Scott Jovane. Con i disastri che ne sono seguiti.

Ora Del Torchio, neanche entrato dalla porta di Rcs, può entrare al “Corriere” dalla finestra del “Sole”.

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