Tronchetti rosso rimborsa Intesa.

Marco Tronchetti Provera ha fatto certamente un affare vendendo Pirelli a ChemChina, ma la sua cassaforte sembra non risentirne. Qualche settimana fa, infatti, l’imprenditore ha riportato a nuovo la perdita di quasi 10 milioni di euro che si è aperta nei conti 2015, quasi raddoppiata rispetto ad un anno prima, della sua Marco Tronchetti Provera & C. il cui capitale è detenuto con quote minori anche dai tre eredi, Giada, Giovanni e Ilaria oltre che dalla società semplice Mgpm dove è recentemente entrata la moglie Afef Jnifen. Dalla cassaforte si snoda una lunga catena che vede anzitutto il 52,13% di Nuove Partecipazioni che a sua volta detiene il 75% di Coinv, che controlla il 100% di Camfin in possesso del 26,3% di Marco Polo International Italy e poi più giù fino al 100% del gruppo degli pneumatici.

La quota in Nuove Partecipazioni è rimasta iscritta in bilancio a circa 171 milioni su 211 milioni di attivo e ciò nonostante questo valore abbia un delta negativo di 45 milioni rispetto alla corrispondente quota di patrimonio netto. Ma Tronchetti non ha svalutato “stante il valore strategico della partecipazione e in considerazione dell’andamento positivo del gruppo Pirelli nel 2015, nonché degli attesi piani futuri di sviluppo”. Con un patrimonio netto di 77 milioni la holding ha debiti doppi per 134 milioni, di cui 94,2 milioni verso il socio Tronchetti e 35,7 milioni verso banche, peraltro interamente rimborsati nello scorso marzo, interessi compresi. E la perdita? Deriva per 2,5 milioni da oneri diversi di gestione, in particolare la svalutazione di alcuni crediti e da oneri finanziari per 5,2 milioni attinenti agli interessi sull’indebitamento bancario, che vede Intesa Sanpaolo in testa. Ed è certo curioso che sulla partita Rcs Tronchetti stia con Mediobanca, sul frinte avverso della banca guidata da Carlo Messina che ha portato Urbano Cairo a fare l’editore del “Corriere”…

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