Wsj magro, Sole grasso.

Oggi il “Wall Street Journal” edizione europea ha 20 pagine, “Il Sole 24Ore” di oggi ne conta 52. La differenza tra il primo e il secondo quotidiano economico sta tutta qui: magro non significa necessariamente peggiore. Anzi. L’autorevolezza del “WSJ” è indiscussa, quella del quotidiano di Confindustria molto meno con i 50 milioni di perdita dei primi 6 mesi, i 210 milioni bruciati in 6 anni dalla gestione dell’ex a.d. Donatella Treu (uscita dall’azienda con un assegno di 1,3 milioni di euro!) sotto la direzione del giornale affidata a Roberto Napoletano. Il tutto con la complicità dei vecchi e nuovi vertici di Confindustria. Un vero scandalo nazionale.

Un’altra lezione arriva oggi al grasso quotidiano italiano dagli stati uniti. Il Wall Street Journal renderà infatti più snella l’edizione cartacea, combinando alcune sezioni e riducendo la copertura delle notizie locali di New York. Il cambiamento sarà varato il 14 novembre. «Tutti i quotidiani stanno affrontando cambiamenti strutturali», ha scritto il direttore Gerard Baker alla redazione, «e noi ci dobbiamo muovere per creare un’edizione cartacea che possa stare in piedi su una solida base finanziaria per il futuro, mentre il nostro orizzonte digitale continua a espandersi». A essere combinate saranno le sezioni su arte, cultura, tempo libero, mentre non subirà cambiamenti il cuore del giornale, economia e finanza.

In seguito a queste misure ci potranno essere anche dei tagli. I giornali americani si trovano ad affrontare un calo della raccolta che quest’anno dovrebbe arrivare al -8,7% e per questo molti stanno rivedendo la propria struttura dei costi. Baker ha però anche spiegato che questi cambiamenti non sono necessari soltanto perché «ci dobbiamo adattare alle condizioni mutate nel business della pubblicità su carta, ma perché sappiamo dalle ricerche sull’audience che i lettori vogliono un quotidiano più digeribile».

Più tagli, meno pagine. Così fanno i giornali seri. Così non fa “Il Sole 24Ore”.

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