Unicredit rottama il re dei rottami.

E’ di quattordici pagine il ricorso presentato dallo studio legale Granelli Almini e Associati il documento che ha fatto ottenere qualche giorno fa l’ammissione di Metal Group (Mg) di Pontirolo Nuovo (Bergamo) alla procedura di concordato con riserva decretata dal giudice delegato Mauro Vitiello che ha nominato commissario Alfredo Bartolozzi. Il ricorso dei legali spiega la crisi del gruppo che con un capitale di 39,5 milioni di euro è uno dei più importanti nel recupero e commercio di rottami ferrosi e non con un fatturato consolidato 2015 di 333 milioni. Mg è controllato da Giancarlo Ongis, imprenditore arrestato nel giugno scorso per associazione a delinquere nell’ambito dell’indagine “Acciaio sporco” su una presunta truffa ai danni di Acciai Speciali Terni (Ast), controllata da ThyssenKrupp.

La società versa in uno stato di crisi pur dopo aver affidato nel settembre scorso un piano di ristrutturazione Bain & Company. Infatti a fine dicembre scorso le banche finanziatrici, con Unicredit in testa, che nel 2011 avevano erogato 125 milioni sottoscrivendo nel 2014 un accordo di risanamento, hanno contestato alcuni inadempimenti relativi all’accordo e intimato di porvi rimedio nei 15 giorni successivi, oltre a sospendere nuovi utilizzi degli affidamenti. “L’accordo di risanamento – spiegano gli avvocati dell’azienda – contempla peraltro il vincolo di solidarietà tra Mg e alcune delle società firmatarie del gruppo: al 30 novembre 2016 risulta in capo a Mg un debito in proprio di 4,1 milioni e in solido con le altre società del gruppo di 112 milioni, importi che Mg non è in grado di rimborsare”.

Il tutto è avvenuto dopo la “recente perdita del cliente Ast da parte delle società operative”, logicamente a seguito delle vicende giudiziarie, tanto che hanno chiesto (e ottenuto nei giorni scorsi) accesso al concordato preventivo con riserva anche le controllate Ongis Metal Fer, Metal Inox Centro e Irtrading. Ma c’è di più, perché il 23 dicembre scorso Ast ha notificato un atto di citazione a Mg chiedendo un risarcimento di 70 milioni. Di qui la richiesta di concordato con riserva contestuale alla sospensione dell’accordo con le banche, per predisporre nei prossimi 120 giorni un eventuale piano concordatario, liquidatorio o in continuità.

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