Intesa bocciata da FT e WSJ.

“Financial Times” e “Wall Street Journal” bocciano oggi contemporaneamente l’attacco a Assicurazioni Generali studiato da Intesa Sanpaolo guidata da Carlo Messina. Nella “Lex Column” di oggi il quotidiano finanziario inglese definisce la vicenda “capital buffa” e sottolinea che l’aggregazione tra la banca e il Leone di Trieste comporta tre rischi: regolatori, di credito e quelli derivanti dal fatto di diventare una banca globale sistemica, richiedendo così più capitali. “In the past, european bankers were rewarded for ambitions. The days, investors are more interested in avoiding tragedy”.

Non meno secco il giudizio del quotidiano finanziario statunitense intitolato “A Bargain That Could Prove Costly” contenuto nella rubrica “Heard on the Street”. “Il fatto che una cosa sia a buon mercato – è l’inizio dell’analisi – non significa che sia un buon affare”. Per il WSJ Generali è certamente più a buon mercato rispetto ai competitor ma è qualcosa che Intesa non può ristrutturare. “Any deal would be complex and full of potential pittfalls that could cut to pieces Intesa’s reputation for sound management, capital and dividends”.

Chissà se Messina e il suo consigliere Andrea Orcel, ex Boston Consulting e già ispiratore del disgraziato acquisto Antonveneta da parte di Mps, oggi responsabile dell’investment banking di Ubs, leggono FT e WSJ. Di certo li leggono i gestori dei grandi fondi internazionali che di Intesa sono azionisti importanti.

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