Quella Intesa di Boccia e Rocca.

È scoppiata, a sorpresa, la pace tra Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria e Gianfelice Rocca, patron di Techint e presidente di Assolombarda, la più importante territoriale della confederazione di Viale dell’Astronomia. Una pace significativa, favorita da Intesa Sanpaolo, che avrà ripercussioni importanti sulla stessa Confindustria, su Assolombarda che a maggio rinnoverà i vertici e naturalmente anche sui destini del Sole 24Ore.

Rocca è stato uno dei nemici più acerrimi nella scorsa campagna elettorale di Confindustria, conclusasi con la vittoria del tipografo napoletano: fino all’ultimo ha sostenuto l’imprenditore bolognese Alberto Vacchi, patron di Ima, e cugino dello showman Gianluca. La vittoria di Boccia è stata una sconfitta pesante per Rocca è il nocciolo duro di Assolombarda, da Marco Tronchetti Provera a Diana Bracco fino a Gian Marco Moratti. La irrilevanza di Assolombarda nella nuova Confindustria ha trascinato con sé anche l’associazione degli industriali di Bergamo, scavalcati da quelli di Varese. Non meno violenta è stata la campagna di Rocca a proposito della gestione Boccia del dossier Sole, con l’uscita forzata di Gabriele Del Torchio e la sua sostituzione con Franco Moscetti che quando era numero uno di Amplifon uscì polemicamente da Confindustria.

Ora, però, si cambia. Perché gli affari vengono prima di tutto, anche per un intellettuale imprestato all’impresa com’è Rocca. Prova ne è il tandem che il patron di Techint ha costituito con Paolo Rotelli, figlio del defunto Giuseppe, per portare i loro rispettivi gruppi ospedalieri privati Humanitas e Policlinico San Donato a mettere le mani sull’Istituto Oncologico Europeo e sul cardiologico Monzino, creature del defunto Umberto Veronesi che lo fece nascere e crescere grazie ai soldi di Mediobanca. Intesa, naturalmente, favorisce l’aggregazione vuoi perché ha sempre sostenuto i Rotelli (che hanno un legame antico coi commercialisti Strazzera, cari a Giovanni Bazoli) sia perché Carlo Messina, ceo di Intesa, sembra aver fatto una ragione di vita quella di sottrarre business e potere Mediobanca, da RCS a Generali. E Rocca come sarà ricompensato? È assai probabile un suo ingresso in Fondazione Cariplo, azionista pesante di Intesa.

In questo scenario diventa importante per Rocca blindare la sua successione in Assolombarda e contestualmente far pace con Boccia anche sulla questione Sole, il quotidiano alla disperata ricerca di almeno 100 milioni di nuovo capitale e il cui creditore principale è, guarda caso, la banca di Messina. Per questo Rocca ha cercato di imporre il suo vice Carlo Bonomi (patron del gruppo biomedicale Synopo) a Tronchetti, Moratti & C. che lo hanno sfanculato alla grande e non solo perché Letizia Moratti, moglie di Gian Marco, potrebbe essere una forte candidata alternativa. Alberto Dell’Orto, un altro vice di Rocca, che guida il presidio territoriale monzese, è l’altro nome in corsa ma è certo che se Bonomi succederà a Rocca, per Boccia sarà garantito l’appoggio di Assolombarda e magari Rocca potrebbe entrare in un nocciolo duro di nuovi azionisti pesanti di minoranza del quotidiano confindustriale, seduto accanto a Francesco Gaetano Caltagirone. E a Boccia l’appoggio di Assolombarda serve a maggior ragione ora che si sta ridisegnando il Consiglio generale di Viale dell’Astronomia per le prossime elezioni del presidente.

Per contro il rinnovo quasi contestuale dei vertici dell’associazione bergamasca, clamorosamente sconfitta in passato quando alla presidenza di Confindustria si candidò Alberto Bombassei, potrebbe riservare sorprese. I candidati in lizza per succedere al presidente Ercole Galizzi sono i due vice Gianluigi Viscardi, che guida l’azienda di automazione Cosberg e Monica Santini, a capo dell’omonimo grupo tessile. Ma molti sperano che alla fine la spunti Carlo Pesenti, rampollo della dinastia orobica e tessitore della riforma dello statuto di Confindustria.

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