Non c’è Intesa senza McKinsey.

Non c’è Intesa Sanpaolo senza McKinsey. Come i corsi e i ricorsi storici i destini della più grande banca italiana e della più importante società di consulenza al mondo, tornano a incrociarsi. E’ Leonardo Totaro, bellunese, classe 1962, managing director Mediterranean Complex di McKinsey, infatti, l’advisor del ceo di Intesa, Carlo Messina, nel tentativo di domare il Leone delle Assicurazioni Generali. Totaro è uno che in Intesa è di casa: è lui, infatti, che ha seguito il piano industriale che ha dato vita al matrimonio tra Fideuram e Intesa Sanpaolo Private Banking dal quale è nata la prima private bank italiana con asset in gestione per circa 200 miliardi di euro. Nella primavera di due anni fa Totaro era all’Hotel Quisisana di Capri a spiegare il futuro del risparmio gestito e del wealth management alla platea di Assoreti, associazione delle reti di consulenti e private banker, presieduta da Matteo Colafrancesco, oggi presidente di Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking. Ed è stato ancora Totaro a pensare il primo salto dimensionale per la nuova realtà, tramite un’operazione sulla banca privata belga Bhf, poi non concretizzatasi.

La cosa curiosa è che Messina per il deal della vita si è scelto come consulente un bravissimo tecnico che arriva dall’azienda dalla quale proveniva il suo successore, quell’Enrico Tommaso Cucchiani scelto da Giovanni Bazoli non si sa bene perché. Cucchiani, che nella banca di Ca’ de Sass durò poco per il suo stile aspro, pur nella grande competenza di ex assicuratore avendo guidato Ras-Allianz in Italia, ma che nel frattempo fece avanzare nella nomenklatura di Intesa un altro McKinsey “doc”, quel Gianemilio Osculati che era stato capo per nel nostro paese dell’advisory firm.

E ancor prima di Cucchiani a capo della banca c’era stato un altro ex allievo di McKinsey, Corrado Passera. Che nel 2007 fece a pezzi, in Intesa, un suo quasi coetaneo, quel Mario Greco che aveva immaginato un polo bancassicurativo quotato chiamato Eurizon. Greco, napoletano col sangue di ghiaccio, poi è approdato nelle Generali, ovviamente con l’imprinting McKinsey e da lì, polemicamente con Mediobanca, ha sbattuto la porta per approdare al colosso assicurativo svizzero Zurich. Logico quindi vederlo poche settimane fa al Forum di Davos, dove Messina non s’è palesato..

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