L’Anemone è sfiorito.

Naufraga una delle imprese di Diego Anemone, l’immobiliarista della “cricca” dei Grandi Eventi del G8 del 2009, fra l’altro condannato a 9 mesi di reclusione con pena sospesa dal tribunale di Perugia assieme ad Angelo Balducci e noto per aver pagato in parte la casa ricevuta da Claudio Scajola “a sua insaputa”. Qualche giorno fa, infatti, il tribunale di Roma attraverso i magistrati Antonino la Malfa, Giuseppe di Salvo e Marta Terzi ha nominato Francesco Rossi commissario giudiziale della Impresa Anemone Costruzioni e ha dato tempo alla società fino al prossimo 30 marzo per presentare una proposta di concordato o una domanda di omologa di accordi di ristrutturazione dei debiti. All’inizio dell’anno, infatti, a Roma davanti al notaio Silvia Teodora Meucci si era presentato Luciano Anemone, zio di Diego, per mettere a verbale che “la situazione patrimoniale della Impresa Anemone Costruzioni impone “la predisposizione di un piano di risanamento da attuarsi mediante il ricorso alla procedura di concordato preventivo con continuità aziendale o un accordo di ristrutturazione del debito”.

L’azienda ha chiuso il 2015, ultimo bilancio disponibile, con un attivo di 54,1 milioni a fronte di 40 milioni di debiti. A Impresa Anemone Costruzioni assieme ad altre società riconducibili all’imprenditore (Maddalena S.c.a.r.l., Arsenale S.c.a.r.l., Cogecal S.r.l. e Tecno-cos S.r.l.) la Guardia di Finanza ha contestato un’evasione di imposte di 166 milioni nel periodo 2005-2009, di cui 140 milioni sono relativi a imposte dirette e 26 milioni all’Iva, oltre a fatture false per 38 milioni.

Non meglio se la cava l’altra azienda di cui Anemone è titolare al 100%, la Società Sportiva Romana. Amministrata per via giudiziaria dal 2013 da Fabrizio Iapoce e Sergio Vitellozzi, è proprietaria del Salaria Sport Village, sequestrato dalla magistratura. I gestori sono riusciti lo scorso anno ad affittare alcuni attivi (a partire dal bar/ristorante dentro al centro) alla Kmi, ma la società nel 2015 ha perso oltre 2,3 milioni a fronte di un attivo di 42,4 milioni e di un patrimonio netto di 13,8 milioni.

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