Il Billionaire dei poveri.

L’abito Billionaire non fa il miliardario. Billionaire Italian Couture (Bic), la società dallo scorso anno controllata al 50% dallo stilista tedesco dei “vip” Philippe Plein e al 50% dall’imprenditore bergamasco Antonio Percassi (fra l’altro presidente dell’Atalanta e sfortunato socio di Cai-Alitalia) e che vede Flavio Briatore nel consiglio d’amministrazione, ha infatti chiuso il 2016 in perdita per oltre 4,5 milioni di euro e i soci hanno potuto riportare a nuovo il passivo rinunciando al rimborso di alcuni finanziamenti in essere. Il bilancio è il primo dopo il riassetto perfezionato lo scorso anno che ha visto Briatore fare un passo indietro nell’azionariato e imbarcare Percassi e Plein. Il tutto, come spiega la nota integrativa dell’esercizio, “per velocizzare il processo di crescita del marchio Billionaire nei mercati chiave, soprattutto grazie ad una maggiore brand awareness”.

Ciò ha comportato che il business retail degli abiti a marchio Billionaire è finito nella svizzera Billionaire International (di cui Plein ha il 51%), mentre Bic dal secondo semestre del 2016 ha operato come distributore all’ingrosso della collezione FW, mediante vendita indiretta attraverso gli spacci di Leccio (Firenze) e Franciacorta (Brescia) gestiti da Plein. “Gli effetti di tali operazioni – si legge ancora nella nota integrativa – hanno determinato una perdita di marginalità, condizionando di fatto il risultato dell’esercizio”. Bic è indebitata verso le banche per 2,7 milioni: primi finanziatori sono Ubi Banca e Unicredit.

 

 

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