Linkiesta ancora in rosso.

Anche i modelli di business dell’editoria italiana basati solo sul web fanno acqua. Lo prova il bilancio 2016 di Editoriale Linkiesta.it, che pubblica l’omonimo sito, società che pure annovera azionisti eccellenti di minoranza come Marco Pescarmona (patron di Mutuionline), il banchiere d’affari Guido Roberto Vitale, Andrea Guerra (già ceo di Luxottica e oggi numero uno di Eataly), il banchiere Pietro Modiano presidente della Carlo Tassara di Romain Zaleski, Orlando Barucci banker della scuderia di Vitale, Francesco Perilli ceo di Equita sim presieduta da Alessandro Profumo, il gestore di hedge fund Luca Orsini (che cedendo le sue azioni Rcs a Urbano Cairo è stato un fattore importante nella conquista del “Corriere della Sera”) e Salvatore Bragantini.

L’esercizio si è chiuso con una perdita di quasi 410.000 euro su un fatturato di 234.775 euro. Senonché alla perdita del 2016 si è aggiunto un rosso di altri 55.740 euro da gennaio ad aprile di quest’anno e così l’intero passivo è stato ripianato da una parte attingendo alle riserve e dall’altra riducendo il capitale a 78.671 euro. Il nuovo rosso è avvenuto in un anno chiuso con oltre 20 milioni di utenti unici (+72% sul 2015) e 50,5 milioni di pagine viste (+84%), ma il consiglio d’amministrazione prevede che anche il 2017 chiuda in perdita.

Advertisements