La tv di Parisi ha più “energie”.

Più risorse per Chili, piattaforma di tv on demand fondata da Stefano Parisi, leader di “Energie per l’Italia”, che ne è azionista di maggioranza relativa. Qualche giorno fa, infatti, a Milano davanti al notaio Ubaldo La Porta il presidente Giorgio Tacchia ha guidato un’assemblea straordinaria che ha deliberato due operazioni “dirette a reperire nuove risorse per lo sviluppo aziendale” e che hanno entrambe viste impegnate il fondo lussemburghese Capsicum attualmente azionista al 2,67%, emanazione del fondo inglese Negentropy anch’esso socio al 10,9%.

In particolare è stato prima varato un aumento di 385mila euro mediante collocamento di 3mila 407 azioni di categoria A, ciascuna avente valore nominale di 113,04 euro, ricapitalizzazione riservata alla lussemburghese. La stessa Capsicum, poi, ha sottoscritto un prestito obbligazionario di 384mila 739 euro consistente nell’emissione di 2mila 803 obbligazioni, ciascuna avente valore nominale di 137,26 euro, convertibili in massimo 2mila 803 titoli di categoria A. Chili Spa nel 2016 ha perso oltre 8,4 milioni con ricavi in lieve aumento a 8 milioni e nel marzo di quest’anno aveva emesso un prestito obbligazionario di 5 milioni e varato un aumento di capitale di pari entità consentendo l’ingresso dei nuovi azionisti Viacom, Paramount, Warner Bros e Sony.

Soci maggiori di Chili sono oggi la Brace srl (di cui Parisi è amministratore unico) col 38%, seguita col 19% da Antares Private Equity (fondo guidato da Stefano Romiti) e dall’11,7% del veicolo Investinchili.

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