Il socio iraniano del talent scout di Silvio.

E’ il “talent scout” che Silvio Berlusconi ha voluto per trovare nella società civile i futuri onorevoli di Forza Italia. Si chiama Francesco Ferri, ha 41 anni, è presidente del Centro Studi del Pensiero Liberale, organizzazione dichiaratamente forzista e si definisce così: “Sono un imprenditore di prima generazione, nel 2003 insieme a tre giovanissimi imprenditori ho co-fondato Innext, società di consulenza strategica e di Business Innovation Premier Partner di Google Cloud. Credo nell’associazionismo fin dai tempi del liceo e dal 2014 al 2017 sono stato vicepresidente nazionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria. Ho studiato all’Università Bocconi, dove ricopro il ruolo di responsabile del “Topic Entrepreneurship” degli Alumni”.

Ma quanto vale Ferri come imprenditore? Nata nel 2003, Innext srl ha un capitale di 120mila euro di cui il 75% è della Ovonovo srl e il restante 25% della Gecofin srl. Ovonovo è detenuta per larga parte da Stefano Tommasi, che la presiede così come presiede Innext, e dallo stesso Ferri. Innext nel 2016 ha fatturato 4,8 milioni ma ha guadagnato solo 53mila euro, Ovonovo ha avuto un utile di 7mila 366 euro.

E la Gecofin di chi è? Di Ali Reza Arabnia, iraniano di nascita, e della moglie Laura Neri. Arabnia, nato da una famiglia di costruttori edili, da adolescente studia a Teheran. Nel 1994 con un’operazione di management buy-out acquisisce la Gecofin e nel 2005, anche nella sua qualità di genero di Giuseppe Neri, fondatore dell’azienda, rileva Geico (ex Neri & Mandelli) da Comau-Fiat, risollevando l’azienda che diventa uno dei leader mondiali dell’industria impiantistica (verniciatura scocche) del settore auto. Nel 2011 Arabnia sigla l’alleanza con Taikisha che entra col 51% in Geico: il gruppo Geico-Taikisha, con un turnover di 1,8 miliardi di dollari, vanta una presenza globale di oltre 50 sedi in 23 paesi con più di 5.000 dipendenti.

 

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