Tv, Deloitte richiama Parenzo.

Un richiamo d’informativa redatto da Giacomo Bellis, partner di Deloitte, accompagna il bilancio 2017 di Mediapason, gruppo televisivo comprendente Telelombardia e controllato da Sandro Parenzo e partecipato fra l’altro da Plc, la ex Industria e Innovazione, oltre alla Nelke del finanziere Giuseppe Garofano che siede nel consiglio d’amministrazione. Il revisore ha tuttavia dato via libera all’esercizio chiuso nel civilistico con una perdita pure ridotta a 191 mila euro dagli 1,6 milioni del passivo del precedente esercizio mentre il bilancio consolidato è ancora in rosso per quasi 1,2 milioni dopo i 3,1 milioni dell’anno prima e i 5,3 milioni del 2015. Il richiamo del partner Deloitte si appunta sui 24 milioni di indebitamento netto bancario e sul fatto che Mediapason “a partire da dicembre 2016 non è stata in grado di procedere al regolare pagamento di alcuni tra i debiti bancari e dei debiti verso le società di leasing”, tanto da essere stata costretta a varare “una nuova manovra finanziaria di risanamento del debito” sottoscritta all’inizio di quest’anno con le principali banche creditrici (Intesa Sanpaolo, Creval e Mediocredito Italiano).

Il piano prevede la sospensione del pagamento delle quote capitale maturate e maturande del leasing (che riguarda l’immobile milanese di via calco) e del mutuo sino al 31 dicembre 2019, a fronte del rispetto di una serie di covenant verificati dall’anno prossimo con riferimento all’esercizio 2018. Il via libera al piano da parte delle banche spiega perché Parenzo e con lui il consiglio d’amministrazione abbiano deciso per la continuità aziendale, confortati anche dalla nuova normativa in tema di contributi al settore televisivo e radiofonico locale. La relazione sulla gestione segnala che nel 2017 Telelombardia ha registrato una ripresa dell’ascolto medio giorno pari all’8%, mentre Antenna 3 e Top Calcio 24 sono calate rispettivamente dell’1% e del 32% con un ascolto medio giorno delle tre emittenti di Parenzo diminuito anno su anno del 6%. Questo spiega perché i ricavi sono calati da 8,3 a 6,8 milioni anche a fronte di una diminuzione della raccolta pubblicitaria mentre dal punto di vista patrimoniale la posizione finanziaria netta è negativa per 28,3 milioni.

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