Pecunia non olet. E’ un fatto.

“Il Fatto Quotidiano” ha sempre sparato ad alzo zero contro Carlo De Benedetti, soprattutto nella vicenda di insider trading che ha coinvolto l’Ingegnere e Matteo Renzi, bersaglio preferito del quotidiano diretto da Marco Travaglio. Ora la Società Editoriale Il Fatto (Seif) si avvia alla quotazione del 25% del suo capitale sull’Aim e si scopre che un partner importante nell’ipo che farà più ricchi Travaglio e i soci è un uomo legatissimo a De Benedetti. Oggi infatti a pagina 9 del quotidiano compare un avviso della Seif guidata da Cinzia Monteverdi che avverte come il grande pubblico, il cosiddetti “retail”, potrà partecipare al collocamento e quindi comprare azioni ma solo attraverso tre modalità che passano tutte attraverso Directa Sim.

La Sim è presieduta e controllata da Massimo Segre, un commercialista torinese con studio in via Valeggio 41, esponente di spicco della comunità ebraica del capoluogo piemontese. Ma Segre è anche da sempre vicino e dentro i business di De Benedetti, come già fu la madre Franca, scomparsa da poco. Lunghissimo l’elenco delle cariche che Segre ricopre nella galassia dell’Ingegnere e della sua famiglia. E’ infatti procuratore della Carlo De Benedetti società semplice, procuratore e consigliere della Romed e della Romed International, due casseforti di proprietà di De Benedetti, procuratore della Fratelli De Benedetti, ex accomandita di cui oggi sono azionisti Marco, Emanuele e Rodolfo De Benedetti. E ancora: Segre è procuratore della Ca’ di Nostri società semplice di cui sono soci De Benedetti e la moglie Silvia, nonché procuratore della Cir e della Cofide, di proprietà dell’Ingegnere e quotate in borsa. Il commercialista torinese che venderà le azioni del “Fatto” ha anche una piccola quota della citata Fratelli De Benedetti e della Marco De Benedetti Consulting.

“Pecunia non olet”. E’ un fatto.

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