Un miniutile, è un fatto.

Un utile di solo 183mila euro nei primi 6 mesi dello scorso anno rispetto ai 339mila dello stesso periodo del 2017 a fronte di ricavi che pure nello stesso arco di tempo sono saliti da 12,8 a quasi 14 milioni. Sono i dati di Società Editoriale Il Fatto (Seif), che si prepara alla quotazione all’Aim riguardante il 25% del capitale dell’editrice de “Il Fatto Quotidiano” diretto da Marco Travaglio. Dell’ipo ci siamo già occupati nei giorni scorsi.

https://andreagiacobino.com/2019/02/20/che-sia-caro-e-un-fatto/

https://andreagiacobino.com/2019/02/23/pecunia-non-olet-e-un-fatto/

Questa volta parliamo delle cifre contenute nelle 230 pagine del documento “riservato e confidenziale”, base del prospetto per il collocamento dei titoli (e dei warrant) che ancora dev’essere approvato da Consob e da Borsa Italiana. E’ vero che le informazioni del documento “potranno essere soggette a modifiche o integrazioni”, ma è pure certo che i numeri dei bilanci sono da considerarsi definitivi, ivi compresa l’osservazione che l’utile di Seif guidata da Cinzia Monteverdi è modesto rispetto al fatturato.

V’è da notare che a pagina 137 è contenuta anche la stima dei ricavi del 2018 a 27,6 milioni, quindi in calo dai 29,1 milioni del 2017 (dove 2,6 milioni erano incrementi di immobilizzazioni per lavori interni), ma meglio dei 26,7 milioni dell’anno prima. Nel 2016 l’utile era stato di 440mila euro, salito a 618mila l’anno successivo. Per contro nei primi sei mesi dello scorso anno il fatturato è cresciuto dell’8,5% sul primo semestre del 2017 grazie agli 11,2 milioni dell’editoria (+2,5%), ai 610mila euro della web tv Loft e ai 2,1 milioni di incassi pubblicitari.

Il risicato profitto del primo semestre del 2018, pur se l’ebitda sale anno su anno da 958mila euro a 1,5 milioni, deriva dal +164,8% di ammortamenti (soprattutto per i costi capitalizzati nell’ambito del progetto Loft), pari ad oltre 1,1 milioni. Che comunque sia un miniutile, è un fatto.

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