Rocca: maxiutile e minitasse.

Come fare oltre un miliardo di dollari di utili e pagarci sopra solo 613 mila dollari di tasse? E’ semplice: basta chiamarsi Rocca e avere sede in Lussemburgo. Si è chiuso infatti con un super utile il bilancio 2018 di Ternium Investments (TI), uno dei bracci finanziari più importanti con cui opera la dinastia siderurgica italiana dei Rocca, guidata dai fratelli Gianfelice e Paolo, che nella catena di controllo parte dalla fondazione privata olandese Rocca & Partners Stichting e approda nel Granducato con la cassaforte San Faustin. Il bilancio 2018 appena depositato di TI, alla quale nove anni fa furono trasferiti asset consistenti per 9,9 miliardi di dollari dalla controllante Ternium, si è chiuso infatti con un profitto di quasi 1,1 miliardi di dollari rispetto ai 61,3 milioni dell’anno prima, anche se lo stato patrimoniale ancora risente di 1,8 miliardi di perdite riportate a nuovo.

Il profitto deriva dai ricchi dividendi incassati dalle controllate: 764,7 milioni da Ternium Internacional Espana, 760,2 milioni da Ternium International Switzerland, 16 milioni da Exiros Bv, 5,3 milioni da Soluciones Integrales de Gestion, 9,5 milioni da Usiminas e 2,3 milioni da Ternium Solutions oltre a 36 milioni di interessi per le linee di credito concesse alle diverse partecipate. E la mole delle cedole ha attutito il colpo di un impairment di 546 milioni su Ternium International Switzerland, ora in carico a 183,5 milioni e di 5 milioni su Ternium Participacoes, il cui valore di carico è strato azzerato. Nel portafoglio di asset di TI, pari a 9,2 miliardi, spiccano gli 1,5 miliardi di Ternium Staal, ex Thyssengrupp Slab. Quanto ha pagato di tasse la subholding lussemburghese dei Rocca? Nel Granducato solo 5mila dollari e 608mila dollari in Svizzera. Paolo Rocca è sotto indagine in Argentina per pagamenti illeciti a membri del governo.

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