Elef sbanda in concordato.

Tentativo di salvataggio per la vicentina Elef, società di engineering fondata nel 1978 e che realizza impianti elettrici e meccanici, fra l’altro, per Autostrade per l’Italia (Atlantia) e Anas e con filiali operative ad Abu Dhabi e a Belgrado. Qualche giorno fa, infatti, Luca Ricci giudice delegato del tribunale del capoluogo veneto ha nominato Giovanni Sandrini commissario dell’azienda, ammessa alla procedura di concordato con riserva di presentazione entro 120 giorni di un accordo di ristrutturazione del debito. E’ stato così accolto il ricorso, presentato da Elef guidata dall’amministratore unico Stefano Visentin, in cui si spiega che l’attività tipica sono “commesse pluriennali, spesso con prerogativa di natura finanziaria che comportano il disallineamento dei flussi in entrata rispetto a quelli in uscita”. Ciò ha costretto la società “a ricorrere in maniera sistemica al credito bancario”, ma visto che alcuni clienti sono finiti in procedure concorsuali questo ha determinato “la perdita di crediti per 8,5 milioni di euro”.

Inoltre il mercato di riferimento si è contratto tanto che i ricavi tra il 2014 e il 2017 sono crollati del 60% a 15,8 milioni accompagnati da una situazione di illiquidità e importanti perdite attestate a oltre 6 milioni a fronte di debiti verso banche per 14 milioni. Il ricorso alla procedura, che vedrà il piano contemplare la cessione di asset non strategici tra cui il 25,6% della start-up Reset, è stato chiesto dopo aver avviato contatti col ceto creditizio per ristrutturare il debito. Elef ha però chiesto al tribunale di poter proseguire proprio le commesse di Autostrade per l’Italia e Anas che valgono complessivamente 6,2 milioni e che vedono i lavori realizzati finora per oltre il 20%.

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