Addio Formigoni, addio Lispa.

Proprio mentre Roberto Formigoni sconta la sua condanna nel carcere di Bollate, scompare uno dei simboli della “grandeur” del “Celeste”, ex governatore della Regione Lombardia. E’ stato infatti appena depositato il progetto di fusione di Azienda Regionale Centrale Acquisti (Arca) in Lombardia Informatica (Lispa), entrambe detenute al 100% da Regione Lombardia. La fusione vedrà alla fine il nuovo soggetto giuridico assumere il nome di Azienda Regionale per l’Innovazione e gli Acquisti (Aria) e scomparire Lispa, società-simbolo di quella che fu la l’epoca dell’ex governatore Formigoni, nata nel 1981 per sviluppare dentro Regione Lombardia tecnologie informatiche, in particolare software sanitari, ma diventata negli anni l’emblema dello spreco di soldi pubblici e della spartizione politica delle poltrone. Il merger avviene per via semplificata, senza rapporti di concambio o conguagli trattandosi di due società possedute dallo stesso soggetto al 100% e salva i livelli occupazionali (466 lavoratori, con stipendi per 22,7 milioni di euro). Le due società hanno però standard molto diversi: i costi di funzionamento di Lispa sono proporzionalmente di 50 volte più alti rispetto ad Arca che svolge funzioni simili; in un caso pesano il 10% rispetto al volume di affari (21,6 milioni su 222,4 milioni), nell’altro lo 0,2% (10,7 milioni su 5,6 miliardi). Una recente relazione della Corte dei Conti ha puntato il dito contro i costi eccessivi di Lispa, suggerendo a Regione Lombardia la reinternalizzazione dell’acquisizione sul mercato di prodotti e servizi informatici: cosa che avviene con la fusione.

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