Marzotto, cedola doppia.

Il primo bilancio dopo la scomparsa di Pietro Marzotto della cassaforte ora nelle mani dei suoi quattro eredi Umberto, Ita, Marina e Pietro Leone, si chiude con l’utile dimezzato da 5,7 ai 2,2 milioni di euro del 2018 e tuttavia i Marzotto si sono distribuiti un dividendo raddoppiato. La cedola che hanno incassato da Intrapresa, infatti, è salita anno su anno da 2,8 a 4,1 milioni attinta sull’intero profitto dello scorso anno e per la parte restante dalla riserva. V’è da osservare comunque che anche lo scorso anno è proseguita un’intensa attività di trading del portafoglio di investimenti azionari, favorita dalla presidenza che è stata assunta da Michela Ioppolo, figlia di un noto agente di cambio mentre il consiglio è completato da tutti i Marzotto, Bruno Zanini come vicepresidente, l’amministratore delegato Francesco Pauletto, commercialista di fiducia della famiglia e Paolo Opromolla, che presiede fra l’altro l’azienda di ristorazione di lusso Peck detenuta direttamente dagli eredi.

Intrapresa conta su un patrimonio netto di 70,2 milioni e un attivo di 78,4 milioni costituito per 75,1 milioni da partecipazioni finanziarie. Fra queste le tre società agricole di cui la controllata Valle Zignago (in carico a 10,1 milioni) e le partecipate Anese e Jolanda De Colò in bilancio complessivamente per 3,2 milioni. Gli asset restanti pari a quasi 58 milioni sono titoli quotati, attualmente prezzati dal mercato per oltre 71 milioni, che nel 2018 hanno visto acquisti per un controvalore di 10,2 milioni e vendite per oltre 20 milioni e che hanno garantito dividendi per complessivi 3,7 milioni controbilanciati da svalutazioni per 4,1 milioni. Nel portafoglio di Intrapresa ci sono blue chip italiane (Enel, Eni, Generali, Intesa Sanpaolo, Snam, Terna e Unicredit) ed estere (Allianz. Axa, Eon, Roche, Vinci, Zurich) che quest’anno dovrebbero far incassare cedole complessive per oltre 3,6 milioni. Fra le operazioni di trading le vendite di 218mila azioni Atlantia (con una plusvalenza di 1,6 milioni), 255mila Generali, 800mila Enel e 300mila Terna e gli acquisti di 400mila Snam con un investimento di 1,5 milioni, 13mila Allianz (2,4 milioni), 250mila Eon (2,4 milioni) e 30mila Vinci (2,4 milioni). Inoltre i Marzotto per diversificare il portafoglio hanno sottoscritto con circa un milione quote di 9 fondi suggeriti da Mediobanca.

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