Truffa diamanti, Barrese sparisce.

“Missing” Stefano Barrese. Il responsabile della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo e uno dei manager più vicini al ceo dell’istituto Carlo Messina, è sparito dalle cronache di oggi di “Corriere della Sera” e “Sole 24 Ore” che pure si occupano largamente della chiusura delle indagini sulla truffa dei diamanti, indagine svolta dalla pm milanese Grazie Colacicco. Una truffa da 500 milioni di euro che ha fatto 300 vittime (fra le quali alcuni nomi noti dello spettacolo e dell’industria) e che coinvolge cinque banche: Banca Aletti, Banco BPM, Intesa Sanpaolo, Mps e Unicredit. Ma mentre i due “giornaloni” sono pieni di nomi di manager di queste banche, dimenticano di notare che il primo accordo tra Intesa Sanpaolo e la Diamond Private Investment (una delle due società registe della truffa assieme alla Intermarket Diamond Business) fu firmato il 30 settembre del 2015 proprio da Barrese, allora responsabile pro tempore dell’area sales e marketing di Banca dei Territori, di cui oggi è attuale responsabile. Barrese, che non è indagato, firmò un accordo che prevedeva una commissione del 12% (più Iva) alla banca sulle vendite di diamanti fatte dalla società Dpi. Nel 2017 l’Antitrust “ha ritenuto gravemente ingannevoli e omissive le modalità di offerta dei diamanti da investimento” da parte delle società Intermarket Diamond Business e Diamond Private Investment “anche attraverso gli istituti di credito con i quali rispettivamente operavano: Unicredit e Banco BPM (per Idb); Intesa Sanpaolo e Mps (per Dpi)”. L’ammontare complessivo delle sanzioni, decise al termine di due istruttorie, è di 15,35 milioni di euro, di cui 3 milioni per Intesa Sanpaolo. Che deve ringraziare Barrese.

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