Ainio batte Arpe 2-0.

Matteo Arpe perde per la seconda volta la sua battaglia contro Paolo Ainio, presidente e amministratore delegato di ePrice. Ieri sera, infatti, l’assemblea degli azionisti della quotata che gestisce l’omonimo marketplace di e-commerce ed elettrodomestici, ha deliberato di respingere la proposta di Arepo BZ Sarl, veicolo del fondo Sator di Arpe che possiede il 20,85% di ePrice, di azione di responsabilità nei confronti di Ainio. In seduta straordinaria l’assemblea ha poi deliberato di aumentare il capitale a pagamento e in via scindibile, in una o più volte, entro il 31 maggio 2020, anche mediante utilizzo di eventuali versamenti già effettuati in conto futuro aumento di capitale, per un importo massimo pari a 20 milioni. La scorsa primavera Arpe aveva già chiesto in sede di rinnovo del cda, ma senza successo, discontinuità nel management e quindi la sostituzione di Ainio.

Sator aveva investito nel 2013 nella società fondata da Ainio nel 2006, quando ancora si chiamava Banzai ed era proprietaria di tutta una serie di siti internet di informazione verticali, compresi Giallo Zafferano e SaldiPrivati, che sono poi stati tutti venduti. La società si è quotata a Piazza Affari nel febbraio 2015 al prezzo di 6,75 euro per azione per una capitalizzazione iniziale di 279 milioni. Da allora però le cose in Borsa non sono andate per nulla bene e oggi il titolo viaggia a 0,59 euro con una capitalizzazione inferiore ai 25 milioni.  In tutto questo la partecipazione di Sator oggi vale 15,8 milioni meno rispetto all’investimento iniziale di 21 milioni di euro in ePrice. Per questo motivo il fondo di Arpe aveva chiesto “discontinuità strategica”, ma ieri ha dovuto incassare al seconda sconfitta.

A livello di bilancio, ePrice nei primi nove mesi di quest’anno ha segnato ricavi pari a circa 93,1 milioni in calo del 17,3% rispetto ai primi nove mesi dello scorso con un ebit negativo per 25,6 milioni, rispetto a -13,5 milioni di euro dei primi nove mesi del 2018: la variazione è dovuta soprattutto dalle svalutazioni non ricorrenti di attivo immobilizzato pari a 9,4 milioni nel secondo trimestre di quest’anno.