Il crack Bio-On inguaia Sitie.

Il crack di Bio-On e un contenzioso con Maire Tecnimont mettono alle strette Sitie, importante azienda ferrarese fondata nel 1945 con quasi 400 addetti che opera nel settore delle installazioni elettriche e di strumentazione industriale, partendo dalla progettazione ed arrivando fino all’avviamento degli impianti. Qualche girono fa, infatti, Anna Ghedini giudice delegato del tribunale ferrarese ha nominato Raffaella Margotti commissario dell’azienda ammessa al concordato con riserva di presentazione di un accordo di ristrutturazione del debito, accogliendo il ricorso presentato dagli avvocati Paolo Gnignati, Paolo Dominis e Paolo Ruzzin dello studio Gianni Origoni.

Sitie, controllata dalla Aurora 2010 di Nicola Greco e Giovanni Fagioli, patron dell’omonimo gruppo armatoriale, annovera fra i suoi clienti Salini Impregilo, Technip, Techint, Siemens, Permasteelisa e Snam Rg e opera con diverse filiali fra le quali le principali sono in Arabia Saudita, Kazakhstan, Polonia, Qatar e Stati Uniti. Attualmente l’azienda è impegnata in 27 cantieri del valore di 90 milioni di euro nei quali residuano lavori per 30 milioni. Il ricorso spiega che la crisi è dovuta al trend negativo del mercato nazionale dell’energia e dell’impiantistica, evidenziato dai risultati del 2018 chiuso con una perdita di circa 4 milioni mentre i ricavi sono diminuiti a 55 milioni dai 70 milioni dell’esercizio precedente. Nonostante lo scorso anno i soci abbiano immesso risorse per 2,3 milioni la congiuntura negativa è continuata e a questa si sono aggiunte alcune commesse non pagate (come quella per la stazione metro di Doha), il contenzioso con Maire Tecnimont e il fallimento di Bio-On verso cui Sitie era esposta per 2 milioni. Di qui e in presenza di decreti ingiuntivi e pignoramenti per circa 3 milioni, la richiesta della procedura per salvaguardare la continuità aziendale e porre mano alla ristrutturazione con l’ausilio dell’advisor Ferrin e Associati.