Arpe e soci a bocca asciutta.

Sta cercando di vendere da mesi le sue Banca Profilo e Extrabanca, ma i numeri del suo gruppo non sono esaltanti. Qualche giorno fa, infatti, Matteo Arpe ha presieduto l’assemblea dei soci della Sator, boutique finanziaria da lui fondata nel 2006, per approvare il bilancio 2020 chiuso nella parte ordinaria con una perdita di oltre 2,2 milioni di euro e di 2,1 milioni in quella consolidata e ovviamene nessun dividendo per gli azionisti fra i quali lo stesso Arpe, gli Angelini (farmaci), Fondazione Mps, i D’Amico (armatori) e Massimo Moratti. Il rosso è dovuto al mancato incasso dei dividendi della controllata inglese Sator Capital Ltd e di Banca Profilo, alla riduzione dei ricavi da transfer pricing per l’abbattimento delle commissioni del fondo di private equity Spef e ad alcune svalutazioni. Il fondo (fra i cui sottoscrittori compaiono Fondazione Mps, Enasarco e la Cassa Forense irritati con Arpe per la lentezza del processo di vendita di Banca Profilo) ha investito fra l’altro nelle banche citate, nelle immobiliari quotate Aedes Siiq e Restart e in L’autre chose. Una stima firmata Kpmg e PwC assegna a questi asset, in caso di realizzo, un valore di 38 milioni.