Un’acqua che costa 13 milioni.

Tredici milioni di euro. Tanto è costato il 90% della Sorgente Valcimoliana srl, basata a Cimolais (Pordenone) proprietaria dell’azienda di imbottigliamento di acqua minerale naturale a marchio “Dolomia”. La cifra della transazione, a fronte di un capitale di 90mila euro, è ricostruibile dall’atto di cessione quote registrato poche settimane fa a Piove di Sacco (Padova) davanti al notato Nicoletta Spina. A vendere sono stati tutti i vecchi azionisti tranne l’amministratore delegato Gilberto Zaina che ha parzialmente smobiliato scendendo dal 30% al 10%: le quote sono state così cedute da Italo Casagrande (20%), Elisa e Marco Anzolini con la madre Maria Pia per una quota analoga, la Moletto srl della famiglia Stival (14%), Silvia Moretto (10%) e Renato Casagrande per il restante 6%. L’atto riporta che sul marchio “Dolomia” esiste un pegno in favore della ex Cari Friuli Venezia Giulia, ora Intesa Sanpaolo. A rilevare l’80% del capitale è stata la Luigi Rossi Luciani Sapa, family office della famiglia dell’imprenditore padovano Rossi Luciani, presidente e azionista di riferimento di Carel Industries e il 10% è stato comprato dalla Comintex Sas di Giovanni Cilenti, un altro imprenditore di Padova. Sorgente Valcimoliana, di cui Rossi Luciani è stato nominato presidente, nel 2021 ha fatturato 14,8 milioni segnando un utile di 542mila euro.