Caffè Daroma, concordato e asta.
Apertura del concordato previsto in continuità indiretta per la bolognese Daroma, preseduta da Paolo Guzzo, che opera nella torrefazione del caffè, e per la controllata Neronobile. La società è controllata è controllata dal 2019 tramite l’italiana Coffee Holding dal fondo lussemburghese di private equity Mindful Capital, co-fondato da Alberto Forchielli e Lorenzo Stanca. Il provvedimento è stato assunto pochi giorni fa dal tribunale di Milano dcon Laura De Simone quale giudice delegato che ha confermatoFederica Commisso quale commissario giudiziale e ha fissato il voto dei creditori tra il 14 e il 24 luglio prossimi. Il piano di concordato è stato redatto dal management con il supporto di KPMG Advisory e illustra anzitutto i numeri del 2025 che indicano per Daroma e Neronobile un calo sull’anno prima, con ricavi rispettivamente di 11,1 milioni di euro e una perdita di 11,7 milioni e ricavi per 7,6 milioni con un rosso di 4,9 milioni. Il piano si basa sull’intervento finanziario, strutturato prima come affitto d’azienda poi come acquisto, del gruppo austriaco Julius Meinl (JM), operante da oltre 100 anni nella torrefazione di caffè e fatturato superiore ai 300 milioni, per un importo totale di 11,8 milioni. A fronte di un passivo concordatario di 15,6 milioni per Daroma e di 6,4 milioni per Neronobile, il piano illustra un attivo rispettivamente di 14,7 milioni e di 6,7 derivante rispettivamente per 9,6 milioni e 2,3 milioni da affitto e cessione a JM e per 4,6 milioni e 4,9 milioni da incasso di crediti. Il piano prevede percentuali di rimborso per i creditori dal 100% per i privilegiati sia per Daroma sia per Neronobile fino a un minimo del 14,5% (Daroma) e 15,3% (Neronobile) per i chirografari. La crisi del gruppo ha avuto origine durante la pandemia, aggravata in modo irreversibile nel biennio 2023-2024 durante il quale il prezzo del caffè crudo con particolare riferimento alla qualità Robusta, ha fatto registrare un progressivo e marcato aumento, sino a raggiungere il massimo storico. A fronte dell’offerta irrevocabile di JM, il tribunale milanese ha sollecitato offerte migliorative con un’asta entro il prossimo 26 giugno.
