Più patrimonio per Braggiotti.

Sale ad oltre 127 milioni di euro il patrimonio netto di Gbh, holding di famiglia del banchiere Gerardo Braggiotti, il cui attivo è arrivato a 142,5 milioni. Lo si scopre leggendo il bilancio del 2025 appena depositato dopo l’approvazione da parte dei soci che hanno deciso di rinviare a nuovo quasi tutto l’utile di 4,5 milioni, in lieve contrazione dai 5,2 milioni del precedente esercizio, distribuendo un dividendo invariato di 170mila euro. Il 100% del capitale di 17 milioni di Gbh è intestato per conto dei Braggiotti a una fiduciaria e il banchiere ne è presidente mentre nel consiglio d’amministrazione siedono le figlie Caterina (vicepresidente) e Cecilia e, fra gli altri, Roberto Notarbartolo di Villarosa (già collega di Braggiotti prima in Mediobanca e poi in Banca Leonardo) e Giuseppe Vita, ex presidente di Unicredit. Il portafoglio della finanziaria comprende le partecipazioni del 95% nella Cantiere Tigullio, società attiva nel porto di Santa Margherita Ligure, del 18,97% di Alto Partners, il fondo di private equity di Stefano Scarpis e Raffaele de Courten e del 39,5% dell’immobiliare Frugone 8. Tra gli attivi ci sono poi molte quote di minoranza in veicoli di private equity, alcuni lanciati da Alto Partners e altri da White Bridge, quote di Jakala e Boots Heroes (venture capital) e l’1,7% di Jigen Holding, in cui hanno investito fra gli altri anche Luca Marzotto e Ariberto Fassati (già presidente di Crédit Agricole Italia e imparentato con Braggiotti) e che detiene la maggioranza di Ksenia Security che opera nei settori della sicurezza fisica e della home & building automation. Nel dettaglio sul totale degli attivi le immobilizzazioni sono in carico per 79 milioni mente gli asset non immobilizzati valgono 57,4 milioni e sono costituiti da titoli di stato, buoni di risparmio e obbligazioni. Il debito totale anno su anno da 20 milioni a 15 milioni, quasi tutto verso banche.