Vacchi in rosso senza la plus.

Finisce in rosso la holding di Alberto Vacchi, patron del gruppo Ima. Qualche settimana fa, infatti, l’imprenditore quale presidente e socio di controllo ha approvato il bilancio del 2025 di Alva chiuso con una perdita di 8,8 milioni di euro rispetto all’utile di circa 70 milioni del precedente esercizio che aveva beneficiato della plusvalenza straordinaria di 73,8 milioni derivante dalla cessione di azioni Sofima che fino all’inizio del 2024 era la capogruppo di Ima. La perdita del 2025 è comunque stata interamente ripianata. L’attivo di Alva, a fronte di un patrimonio netto di 320 milioni, è di circa 368 milioni costituito da immobili per un controvalore di 26 milioni, asset fra immobilizzati (243 milioni) e non (50,1 milioni), crediti (10 milioni) e liquidità per 6,1 milioni. Tra le partecipazioni l’11,7% di Alps Holding (controllante Ima), Caurus Investimenti, Quadrifoglio Partecipazioni (che ha quote in imprese agricole e immobiliari), il 49,4% di Cofima Investimenti, il 3,8% di Tdci (che ha il 33,2% di Granda Manufacturing), l’1,18% di Tdc2 (che ha il 26,7% di Domixar Pharma), il 2,8% di Gym Nation, il 25% della Pietro Galliani (lavorazione metalli preziosi), il 5,9% di Italian Venture Hotellerie Group, il 5,2% di Macelleria Massimo Zivieri, il 22,5% di Pasta Cuniola, il 20% di Panta Rei (bike sharing), il 23,3% di Agenzia Viaggia Nuova, l’80% di Palazzo Bentivoglio Lab (studio di architettura) oltre a quote in società- immobiliari ed agricole. Gli asset non immobilizzati sono a fronte di debiti bancari per complessivi 21 milioni di cui 6 milioni di finanziamenti concessi da Unicredit e i restanti 15 milioni da Banco BPM.