Trading stile Girondi.

Una serie di azzeccate operazioni borsistiche ha spinto i numeri di GGG, la holding di Giorgio Girondi, l’imprenditore mantovano patron di Ufi Filters e fra l’altro alleato di Luigi Lovaglio, amministratore delegato di Mps, nel cui capitale è entrato con il 3%. Qualche settimana fa, infatti, Girondi quale amministratore e socio unico ha approvato il bilancio del 2025 della GGG che s’è chiuso nella parte ordinaria con un profitto alzato a 64 milioni di euro dai 25,3 milioni del precedente esercizio e nel consolidato con un utile salito a 77,8 milioni dai 27,5 milioni del 2024.La parte industriale di Ufi Filters ha rappresentato pressoché gli interi ricavi di gruppo che sono lievemente aumentati a 601 milioni con ebitda ed ebit passati anno su anno rispettivamente da 72 milioni a 83 milioni e da 31,6 milioni a 43,8 milioni. Il profitto è arrivato dalla gestione finanziaria che ha registrato un risultato positivo di 52,1 milioni. Girondi nella relazione sulla gestione precisa che l’utile è stato influenzato negativamente dalla variazione del mark to market di 50 milioni di derivati della capogruppo, nell’ambito di operazioni di coller financing su titoli quotati la cui partecipazione non è stata adeguata di 68 milioni ai valori di mercato: in caso contrario la rivalutazione avrebbe spunto l’utile a 145 milioni.