Dov’è finito Buora? Fa il Paperone di mattone.

Che fine ha fatto Carlo Buora? Da un po’ di tempo si sono perse le tracce di uno dei manager di lungo corso che più di altri ha condiviso i destini di Marco Tronchetti Provera ricavandone ottime soddisfazioni economiche: prima, infatti, era uscito da Pirelli con una superliquidazione di oltre 18 milioni di euro per diventarer vicepresidente esecutivo di Telecom Italia, salvo lasciarla in seguito e incassare altri 12 milioni.

I suoi lauti guadagni Buora li ha investiti nel mattone, anche grazie alle banche, attraverso il veicolo Emto che ha un totale di attivo pari a oltre 41,4 milioni costituito da fabbricati civili che valgono oltre 13 milioni, tra cui alcuni immobili prestigiosi a Milano in via Alberto da Giussano (una delle strade più eleganti adiacenti al quartiere della vecchia fiera), in via Lanzone e in via del Torchio, entrambe nella super-chic zona Magenta. Di 25,3 milioni è invece il valore di un fabbricato strumentale, un immobile sempre a Milano, in viale Jenner. Il mattone all’ex braccio destro di Tronchetti deve piacere molto anche fuori Italia perché la Emto detiene, in carico per 4,3 milioni, la Peonies Limited che con  sede a Londra possiede un immobile.

La società ha oltre 20,4 milioni di debiti verso banche, costituiti da mutui accesi fra l’altro con Banca Popolare di Sondrio. Le banche devono fidarsi di Buora che oggi siede ancora nel board dell’Istituto Europeo di Oncologia, partecipato fra gli altri da Mediobanca, Unicredit, Fonsai, Intesa Sanpaolo, Generali, Rcs e, guarda caso, Pirelli e Banca Popolare di Sondrio.

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