La Famiglia è Cristiana, ma rossa.

L’antiberlusconismo di don Antonio Sciortino, direttore di “Famiglia Cristiana”, non paga. E’ infatti ancora notte fonda per l’editoria dei Paolini, la cui punta di diamante resta il noto settimanale: il bilancio civilistico 2012 di Periodici San Paolo (Psp) si è infatti chiuso con un rosso di 7 milioni di euro rispetto alla perdita 9,1 milioni del precedente esercizio, con un identico risultato nel rendiconto consolidato. Chi ha ripianato le perdite? La società è ricorsa al fondo pubblico contributi previdenza editoria. La crisi è testimoniata dal calo dei ricavi che anno su anno sono scesi da 57 a 51,5 milioni: in particolare le vendite di periodici sono diminuite da 43,4 a 40,5 milioni, la raccolta di pubblicità da 7,3 a 6,1 milioni, le vendite e pubblicità del settore multimediale da 5,2 a 3,5 milioni.

Anche i costi sono arretrati da 69,9 a 62,5 milioni, ma sul conto economico hanno pesato svalutazioni per 1,4 milioni che hanno colpito le partecipate Edizioni San Paolo (770.763 euro di writeoff), Editoriale San Paolo (413.090), San Paolo Television (173.283() e Novaradio (56.771).  Psp ha un patrimonio netto diminuito da 16,3 a 9,6 milioni a fronte di debiti per oltre 35 milioni, di cui 2,6 milioni verso banche. L’amministratore unico Giusto Truglia sottolinea nella relazione sulla gestione la riduzione dei costi avviata sia su “Famiglia Cristiana” sia sugli altri media come le emittenti tv (Telenova e Telesubalpina) e il riposizionamento dell’offerta editoriale fra cartaceo e web.

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