Ruggero Magnoni ha molto Aplomb.

Ruggero Magnoni è uno dei più noti investment banker italiani. Molto charmant, con un tavolo fisso alla milanese Torre di Pisa dove veniva quand’ero uno dei grandi capi di Lehman Brothers, intimo di Carlo e Rodolfo De Benedetti, ma anche buon conoscente di Silvio Berlusconi, nonché uno dei registi dell’Opa su Telecom lanciata da Roberto Colaninno. Magnoni, della dinastia imparentata con Michele Sindona, è “incidentalmente” fratello di Giorgio, finanziere più discusso e protagonista dell’ultimo crack della quotata Sopaf, nonché condannato recentemente a 4 anni per truffa a una banca. Lui, Ruggero, non è mai stato sfiorato da scandali e oggi è banchiere apprezzato della giapponese Nomura. L’ultimo affare l’ha fatto in compagnia di Umberto Angeloni, patron dello storico marchio di sartoria della Raffaele Caruso: il 35%, infati, è stato ceduto al gruppo coreano Fosun. Magnoni e Angeloni, infatti, sono azionisti della griffe attraverso con oltre l’80% la loro Aplomb, con una quota valorizzata per 20,8 milioni di euro. L’ingresso dei coreani nella Raffaele Caruso avverrà attraverso un aumento di capitale di complessivi 11,4 milioni, lanciato pochi giorni fa da un’assemblea dei soci e che dovrà essere sottoscritto entro il 15 ottobre prossimo.

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