Per Cucchiani è una questione di Valori.

Mentre nella asfittica city meneghina rimbalzano con  più frequenza i chiacchiericci di uno scontro in atto fra Giovanni Bazoli, presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo e il ceo della banca Enrico Tommaso Cucchiani, diventa interessante scoprire quali siano i veri punti di riferimento del barbuto banchiere di Ca’ de Sass, già numero uno di Allianz in Italia. Delle sue frequentazioni con Luigi Bisignani e Fabrizio Palenzona si sapeva. Meno noto è che Cucchiani si affida ai consigli di Giancarlo Elia Valori, già potentissimo boiardo della Prima Repubblica che con la sua merchant bank Centrale Finanziaria inanella perdite su perdite, ma che è rimasto un uomo con solidi agganci di potere reale. A Cucchiani, in particolare, Valori avrebbe aperto un “tridente” di relazioni importante e per certi versi strategico: con il mondo ebraico, con parte dell’establishment americano e addirittura con il dittatore della Corea del Nord, Kim Jong-un. Iscritto prima alla Loggia Romagnosi del Grande Oriente d’Italia, poi alla loggia P2 di Licio Gelli, Valori è considerato esponente di spicco della massoneria in Italia e all’estero, ma all'”Arte Reale” pare sia molto legato anche lo stesso Cucchiani. Saranno sufficienti gli appoggi massonici al ceo di Intesa per vincere la battaglia contro Bazoli che fa asse con l’altro “arzillo vecchietto” Giuseppe Guzzetti (riconfermato presidente della Fondazione Cariplo) e che vagheggia il rientro in banca di Corrado Passera, cui ha affittato un appartamento della banca in via del Lauro?

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