Scaroni, golf & petrolio.

Per iniziare a capire qualcosa dei business personali di Paolo Scaroni, ceo di Eni, bisogna salire fino a Cortina d’Ampezzo e al suo splendido golf. Il centro erogatore di servizi per il green ampezzano è la Servizi 18 srl, società di cui sono azionisti tutti i giocatori, la maggior parte dei quali hanno cognomi “pesanti”: Bormioli, Carraro, Clerici, Donà dalle Rose, Della Gherardesca, Gazzoni Frascara, Marzotto, ecc… Tra i soci c’è anche Silvia Cornacchia, più nota come moglie di Carlo De Benedetti.

Ma torniamo a Scaroni. Il top manager petrolifero, che ha casa a Cortina, è azionista della Servizi 18 con una quota di 22.950 euro assieme ai tre figli: Bruno (classe 1977, quota di 7.650 euro) che sta facendo carriera in Assicurazioni Generali (di cui papà Paolo è attualmente consigliere d’amministrazione), Alvise (1986, quota di 7.650 euro) che lavora in Boston Consulting Group e Clementina (1974, quota pari ai fratelli) che fa l’avvocato.

Fra i soci di Servizi 18, però, c’è anche Marco Alverà, classe 1975 che ha una quota di 20.400 euro. Chi è costui? E’ uno dei top manager proprio di Eni che lavorava con Scaroni già in Enel e precedentemente in Goldman Sachs. Alverà  è talmente nel cuore di Scaroni che lo ha nominato da poco amministratore delegato di Eni Trading & Shipping, uno dei centri più redditizi del cane a sei zampe. Alverà ha un fratello, Giorgio, lui pure in Servizi 18 con una quota di 15.300 euro mentre papà Alvise, classe 1948 (e quota di 20.400 euro), già finanziere di successo e oggi residente a Londra, è nel consiglio d’amministrazione della società.

Ma i legami di business fra Scaroni e Alverà non finiscono qui. I due, infatti, sono soci (rispettivamente Scaroni con 22.500 azioni di tipo A e 4.523 di tipo B e Alverà con 1.003 azioni di tipo B) della Sviluppo Energie Alternative. Questa è un società, basata a Vicenza, che opera nelle rinnovabili. Presieduta da Giuseppe Gotti (che, fra l’altro, è lui pure socio della Servizi 18) vede come amministratore delegato Giulio Dolcetta Capuzzo. E costui è fratello di Stefano, numero uno di Fiamm, che proprio grazie alla spinta di Scaroni è arrivato alla vicepresidenza di Confindustria

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