Tremonti e il mal di mattone.

Non c’è solo la bocciatura espressa da Matteo Renzi sul suo uomo Marco Di Capua quale futuro direttore dell’Agenzia delle Entrate. L’ex ministro dell’economia Giulio Tremonti continua infatti a non guadagnare anche con il mattone. Il bilancio 2013 dell’Immobiliare Naviglio, società attraverso la quale Tremonti, che siede in consiglio d’amministrazione, possiede diversi asset, si è chiuso con una perdita di circa 145 mila euro, peggiore rispetto ai 19 mila euro di passivo del precedente esercizio. Il rosso è stato riportato a nuovo.

In Immobiliare Naviglio il totale dell’attivo si è mantenuto all’incirca invariato a 12 milioni ed è costituito dagli immobili che la società di Tremonti possiede, situati a Milano nella centralissima via Clerici, al numero civico 11 (una palazzina comprata nel 2010 sborsando quasi 7,5 milioni di euro, già appartenuta alla Risanamento di Luigi Zunino e che era stata trattata anche da Danilo Coppola) e in via Crocefisso ai civici 10, 12 e 14 dove ha sede anche lo studio professionale legale-fiscale dell’ex titolare del Mef, denominato Tremonti, Vitali, Romagnoli, Piccardi & associati: Dario Romagnoli, peraltro, è consigliere dell’immobiliare di Tremonti.

Nella società dell’ex ministro, che incassa affitti per 420 mila euro e che sullo stabile di via Crocefisso ha eseguito lavori per 285 mila euro, c’è una riserva da rivalutazione di quasi 2 milioni e 8,8 milioni di versamento soci in conto futuro aumento di capitale.

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