C’è Intesa nel Passera Hotel.

Chissà se domani, presentando il suo nuovo partito Italia Unica a Roma, Corrado Passera racconterà che  è ancora debitore di quell’Intesa Sanpaolo di cui è stato a lungo amministratore delegato. L’ex banchiere, che oggi si candida come aggregatore di un polo liberale alternativo al premier Matteo Renzi, è esposto infatti verso l’istituto di Ca’ de Sass per 4,6 milioni di euro: si tratta del residuo di un mutuo ipotecario che Intesa Sanpaolo concesse a fine marzo del 2010 (quindi quando ancora Passera ne era chief executive officer) alla Lariohotels di cui lo stesso Passera è socio al 50% e che per la quota restante fa riferimento alla sua famiglia.
Con la società la Passera family ha sviluppato un ricco business alberghiero attorno a Como, città originaria dell’ex banchiere oggi politico: in particolare Lariohotels controlla l’Albergo Villa Flori e l’albergo di design Posta. Il primo è un albergo è situato in un’antica villa, tra le più belle del Lago di Como: costruita nell’800 dal marchese Raimondi e già dimora ambita dalla nobiltà lombarda, nel 1958 fu trasformata in hotel e poi completamente rinnovata nel 2011. Il Posta si trova, sempe a Como, nel primo edificio disegnato e costruito nel 1930 da Giuseppe Terragni, il più rilevante architetto razionalista di tutti i tempi: è stato completamente restaurato e ha aperto nello scorso marzo con 14 camere, attirando subito entusiastiche recensioni da Tripadvisor.
Lo scorso anno Lariohotels ha macinato ricavi per 5,1 milioni con un utile di quasi 582.000 euro. La società alberghiera dei Passera, con un patrimonio netto di 17 milioni, ha investito in obbligazioni quasi 4,7 milioni dei suoi 5,5 milioni di liquidità. Insomma, anche per Passera meglio i bot delle azioni. E Intesa è la banca per il Paese: anche per un paese che si chiama Como.

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