Berlusconi, quanto costa Tarak.

Non bastava il rosso di Forza Italia a turbare il sonno di Silvio Berlusconi, adesso ci si mette anche Tarak Ben Ammar, amico e socio da lunghi anni. E’ colpa infatti di una maxisvalutazione sulla partecipazione nella Quinta Communications, holding francese del finanziere e produttore tv franco-tunisino, se Trefinance, cuore estero della tesoreria della Fininvest ha chiuso il 2013 addirittura in perdita, dopo che pure negli anni scorsi aveva garantito utili e dividendi alla controllante presieduta dalla figlia Marina.
Il bilancio di Trefinance, appena depositato nel Granducato, evidenzia infatti una perdita di oltre 4,4 milioni di euro rispetto all’utile sia pur risicato del 2012, che era stato di 113.000 euro. Trefinance è uno snodo fondamentale nel colosso del Biscione perché dal Granducato gestisce asset finanziari per oltre 104 milioni di euro (in forte contrazione dai 622 milioni del 2012 visto che lo scorso anno sono stati distribuiti a Fininvest 85 milioni dalla riserva sovrapprezzo azioni), impiegandoli in forme diverse attraverso due “Business Unit”. in forme diverse,
La Business Unit 1 gestisce anzitutto quote di 14 fondi di private equity per un controvalore di 42,8 milioni. Poi ha in carico le partecipazioni: oltre alla controllata Fivecom (messa in liquidazione pochi giorni fa) ha dovuto svalutare per 6,4 milioni il 22,24%% nella Quinta Communications, cuore delle attività di Ben Ammar e dove recentemente entrato Naguib Sawiris: il valore di carico è stato ridoto da 17,2 a 10,7 milioni. Oltre a dover segnare il writeoff Trefinance ha pure erogato 11,2 milioni alla holding di Ben Ammar, a titolo di finanziamento.
La Business Unit 2, che gestisce la tesoreria di gruppo, è riuscita a guadagnare 2,5 milioni e ha investito mediamente 25,3 milioni: la parte allocata in titoli governativi ha reso lo 0,7%, quella in reddito fisso il 14,7% mentre la componente di liquidità ha guadagnato 1,4 milioni.
Trefinance che ha registrato anche un crollo della liquidità, ridotta anno su anno da 241 a 38 milioni, ha fra l’altro u fido di 20 milioni da Bgl Bnp Paribas, controllata lussemburghese del gigante bancario francese. Numeri alla mano, comunque, il board presieduto da Alain Stechen ha deciso di non distribuire dividendo alla controllante. E Marina resta a bocca asciutta.

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