Botin e Montezemolo, chi soffre di più.

Che “Don” Emilio Botin, gran capo del Santander, una delle più importanti banche del mondo, sia scontento dei risultato della Ferrari guidata da Luca Cordero di Montezemolo, è cosa nota. Come noto è che proprio il Santander è uno dei maggiori sponsor del “Cavallino Rampante” in Formula 1, che la “Rossa” potrebbe lasciare come lo stesso presidente ha appena annunciato al “Wall Street Journal”.

Meno noto è che il figlio di Montezemolo, Matteo, siede nel consiglio d’amministrazione di una delle principali realtà operative della banca spagnola in Italia: è infatti nel board di Santander Private Banking, la branch che si occupa nel nostro Paese di fornire servizi finanziari ai clienti con grandi patrimoni. Una branch importante, tanto che a presiederla è nientemeno che Javier Marin, pupillo di Botin, e chief executive officer della banca spagnola. E nel board c’è pure un industriale italiano di peso come il veneto Giuseppe Stefanel.

Il punto è che Montezemolo junior non ha di che essere contento di questa poltrona. Il 2013 di Santander Private Banking si è infatti chiuso con una perdita che è balzata a quasi 17,5 milioni di euro, più che triplicata dai 5,7 milioni di rosso dell’anno prima. La banca, guidata da Stefano Boccadoro e che impiega circa 120 persone, ha incassato 13,4 milioni di commissioni, ma ha dovuto effettuare svalutazioni per oltre 5,4 milioni su crediti, cioè il denaro prestato ai clienti. E come se non bastasse ha dovuto segnare un altro più pesante writeoff di 8,3 milioni sull’avviamento riguardante l’acquisizione di Meliorbanca Private, comprata nel 2011 per 27 milioni dalla Banca Popolare Emilia Romagna. La nota integrativa riferisce inoltre alla voce “sofferenze” che a fine 2013 figuravano posizioni “a incaglio” per 28,7 milioni: cioè altri denari prestati ai clienti, ma di difficile recuperabilità.

Insomma: Botin padre soffre al paddock per colpa di Montezemolo senior e Montezemolo junior soffre nella banca di “Don” Emilio…

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