Elkann chiude la città vecchia.

La “città vecchia” chiude. Gli Agnelli-Elkann, infatti, hanno deciso la messa in liquidazione volontaria di Old Town, una delle più vecchie finanziarie lussemburghesi, costituita ben 50 anni fa, per l’esattezza il 15 settembre del 1964 e controllata interamente dalla Giovanni Agnelli & C., l’accomandita della dinastia presieduta da John Elkann.
L’atto finale di Old Town si è consumato qualche giorno fa nel Granducato durante un’assemblea straordinaria alla presenza del notaio Marc Lecuit e liquidatore è stato nominato Marco Benaglia, già director di Exor. La chiusura della storica lussemburghese è avvenuta dopo che questa poche settimane fa ha distribuito un dividendo di 28 milioni all’accomandita, che fa seguito a un cedolone di 173 milioni erogato a fine dello scorso anno, attinto dal capitale e dalle riserve.

Old Town, costituita nel Granducato mezzo secolo fa con il nome di International Holding and Investment Company (Ihic), che ha poi cambiato denominazione in Ifint Sa, Exor Group Sa e infine nell’ultimo nominativo, era arrivata negli anni scorsi ad avere un capitale di 200 milioni e tutta una serie di attivi la cui gestione serviva a creare uno strategico cuscinetto di liquidità da distribuire sotto forma di dividendi all’accomandita della dinastia torinese che si trova a dover fronteggiare gli anni della crisi industriale della Fiat con l’azzeramento della cedola. E non solo, perché Old Town fungeva come tesoreria estera della Sapa, erogando finanziamenti alla stessa. Col passare degli anni gli asset di Old Town si sono gradualmente ridotti, frutto di vendite azzeccate che hanno garantito dividendi all’accomandita, ma hanno fatto diminuire gli attivi dai 681 milioni di controvalore del 2006 a poco più di 130 milioni quattro anni dopo.

Fino a che nelle scorse settimane Old Town si è disfatta del residuo 5,7% di Graphic Packaging Holding, società americana quotata a New York e attiva nella produzione di materiali per imballaggio e delle ultime quote dei fondi Boston Millennium Partners II, Mobius Technology Ventures IV e Newbury Venture.

A quel punto tutto era pronto per mandare in soffitta la “vecchia città”.

 

 

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