Della Valle e 20 milioni di buone ragioni.

Nell’attesa di squadernare domani i dati del primo semestre della sua Tod’s, Diego Della Valle fa i conti con l’investimento in Rcs. E scopre che ci sono almeno 20 milioni di buoni motivi per aver raggiunto quell’accordo con John Elkann alla base, secondo molte indiscrezioni, dell’avvicendamento di Ferruccio De Bortoli alla direzione del “Corriere della Sera”.
Venti milioni di euro e 900 mila euro: a tanto, infatti, ammonta la svalutazione sul pacchetto Rcs che Della Valle ha dovuto segnare nella sua cassaforte. Il bilancio consolidato 2013 della Di.Vi. Finanziaria, infatti, si chiude con una secca contrazione dell’utile a 41,8 milioni dai 74,7 milioni dell’anno prima proprio perché accusa il colpo del writeoff sulla partecipazione nell’editrice del “Corriere”.
La partecipazione di Di.Vi. Finanziaria indicata al 3,3% (scesa quest’anno al 2,6% cui si aggiunge il 4,6% detenuto dall’altra holding Diego Della Valle & C.) consta di 14,05 milioni di titoli: “il valore medio nei 6 mesi antecedenti la chiusura dell’esercizio – spiega la nota integrativa – è stato pari a 1,3375 euro ad azione, rispetto ad un costo di carico di 3,5824 per azione”.
Ecco perché è stata decisa la svalutazione allineando il valore della quota proprio alla media di mercato del secondo semestre 2013 e il bello è che tutto ciò è avvenuto nel pieno dell’aumento di capitale Rcs che ha visto comunque la cassaforte di Della Valle esercitare i diritti d’opzione acquistando 10,5 milioni di titoli Rcs per un investimento complessivo di 13,9 milioni.
Chissà se di questo maldipancia Rcs e dell’accordo con “Yaki” Della Valle ha parlato ieri a pranzo, alla trattoria Torre di Pisa, con la bionda inossidabile superdirettrice di Vogue Italia Franca Sozzani…
PS Il bilancio di Di.Vi. Finanziaria contiene un’altra “chicca”: Della Valle ha sostituito le sue due banche italiane finanziatrici, la Bnl Bnp Paribas presieduta dall’amico Luigi Abete e il Monte Paschi con 200 milioni prestiti dall’americana Bank of America. Le condizioni del fido a due tre anni? Euribor 3 mesi più spread dell’1,35%. Oltre il pegno su 5 milioni di titoli Tod’s.

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