Bernabè fa meno il cinese.

Rimasto a piedi nella partita per le nomine del governo Renzi, Franco Bernabè riorganizza le sue attività in Italia. Anche perché qualche settimana fa ha perso la più importante poltrona che avesse mai avuto all’estero: quella di independent non executive director che ricopriva fin dal 2000 in PetroChina, il gigante petrolifero cinese. Proprio il colosso finito nella tempesta giudiziaria da mesi quando il presidente della repubblica Xi Jinping ha lanciato una campagna anticorruzione che ha messo nel mirino Zhou Yongkang, già numero di China National Petroleum Corporation di cui PetroChina è una divisione.
Lasciata così la Cina e il suo petrolio, Bernabè poche settimane fa in Italia ha costituito una nuova società che porta addirittura il suo nome. La Franco Bernabè & C. è una srl il cui capitale di partenza di 20.000 euro è stato interamente sottoscritto, mediante un assegno tratto sulla Cassa di Risparmio di Orvieto, dalla Fb Group che raggruppa gli interessi industriali del manager. La newco, costituita a Roma davanti al notaio Nicola Atlante, si occuperà “dell’attività di consulenza organizzativa e manageriale alle imprese”, della “prestazione di servizi di consulenza in problematiche finanziarie e societarie come acquisizioni e trasferimenti di partecipazioni, fusioni e ristrutturazioni, reperimento di fondi”.
La Cina, insomma, è lontana. Ma l’Italia – Renzi a parte – può riservare ancora qualche soddisfazione all’ex numero uno di Eni e Telecom.

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