Magnoni jr., Batman e gli aperitivi.

“God bless you”. Così scriveva quest’estate ai suoi amici Ruggero Magnoni, il banchiere d’affari già in Lehman Brothers e poi in Nomura quando il tribunale di Milano gli revocò gli arresti domiciliari cui era stato sottoposto nell’ambito dell’indagine sul crack della finanziaria quotata Sopaf guidata dal fratello Giorgio. La revoca della misura cautelare è stata comunque accompagnata dall’ordine a Magnoni di non uscire dal territorio nazionale senza previa autorizzazione del giudice. Una seccatura non da poco per il finanziere che all’estero continua ad avere il centro dei suoi affari, dal Lussemburgo a Londra e che proprio poche settimane fa è stato riconfermato, unico italiano, come “non executive director” nel board del colosso svizzero del lusso Compagnie Financiere Richemont di proprietà del tycoon sudafricano Johann Rupert, di cui Magnoni peraltro è socio. Magnoni non ha poi avuto problemi a mantenere il posto nella quotata Immsi, dell’amico Roberto Colaninno che fu appoggiato dal banchiere allora in Lehman Brothers, all’epoca dell’opa su Telecom.
A Milano, invece, s’è messo in azione il figlio di Ruggero, Giuliano Carlo Magnoni. Che però non si occupa di finanza, ma di ristorazione. Ha costituto infatti con il socio Luigi Masselli, entrambi schermati da una fiduciaria, la 917 srl che gestisce il nuovo locale “trendy” chiamato Tommasi, in piazza Giovine Italia sito nella zona-bene di Milano, che gravita attorno a via XX Settembre e dintorni. Nato nel 1981 a New York, Magnoni junior è stato assistente di Giulio Rapetti, in arte “Mogol”, storico paroliere e produttore di Lucio Battisti, project manager di Radio Dynamo, emanazione di quella Fondazione Dynamo che fa capo a Vincenzo Manes, finanziere vicinissimo al premier Matteo Renzi, e successivamente s’è laureato in Bocconi.
Magnoni junior al di là degli aperitivi del “Tommasi” coltiva però sogni di gloria, visto che ha chiamato la sua società diretta “Wayne Enterprise”. Proprio come il grande gruppo industriale, sita a Gotham City, e di proprietà di Bruce Wayne. Che per gli appassionati dei fumetti altro non è che il nome diurno di Batman, il quale difendeva i poveri e gli oppressi. Tutte caratteristiche non proprie specifiche della Magnoni’s Dynasty.

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