Carrai a razzo nel primo anno di Renzi.

Essere il Gianni Letta di Matteo Renzi è un ottimo affare. Ne sa qualcosa il neosposo Marco Carrai, eminenza grigia del presidente del consiglio che alla fine del 2012 ha lanciato la sua prima avventura imprenditoriale sotto il nome di Cambridge Management Consulting Lab (Cmcl) e che già alla fine del suo primo anno di attività mostra di aver acquisito un significativo volume di fatturato
Andiamo con ordine. La società a responsabilità limitata, che ha sede legale a Firenze, vede Carrai presidente con deleghe e socio al 14,29% mentre l’amministratore delegato è Renato Sica, con un passato nella consulenza fra Arthur D, Little e Value Partners. A libro soci, poi, figurano due soggetti interessanti con una quota analoga del 14,29% ciascuno: la Fb Group srl, che altro non è se non la holding dei business personali di Franco Bernabè, già numero uno di Eni e Telecom e che nel cda della Cmcl è rappresentato dal figlio Marco; e la Jonathan Pacifici & Partners Ltd dell’omonimo finanziere ebreo, molto noto nel mondo degli start up tecnologici con Wadi Ventures. Per inciso: è noto che quando Carrai scende a Roma, anche per svolgere le sue funzioni di Giani Letta dell’ex sindaco di Firenze, alloggia in un immobile di proprietà dello stesso Bernabè nelle vicinanze di Piazza Barberini. La Cmcl ha come oggetto sociale la consulenza aziendale strategica in ogni suo aspetto.
Ebbene, bisogna riconoscere che nel 2013, primo anno dell’Era Renziana, la società presieduta da Carrai, già nel suo primo anno di attività, ha avuto una partenza a razzo. Il volume d’affari delle commissioni, infatti, è schizzato dai modesti 50.000 euro del 2012 a oltre 1,72 milioni di euro e la società vanta anche crediti verso clienti per circa mezzo milione. Il Roe del 35,2% è roba da manuale. Non solo, perché i dipendenti sono raddoppiati, sono state aperte due sedi secondarie, una a Roma e una a Milano e sono state sviluppate collaborazioni con il Massachusetts Institute of Technology, l’Institute for Advanced Studies di Lucca e l’israeliana Ben Gurion University,
Ma a cosa si deve il successo immediato di Cmcl? “Lavoriamo a fianco dei manager delle aziende clienti – spiega Carrai nella relazione sulla gestione – dalla fase di problem solving e comprensione dei trend di mercato e scenari di business fino alla ricerca e l’identificazione delle migliori opportunità strategiche e soluzioni tecnologiche da adottare”. Marketing a parte, però, il Letta di Renzi è evasivo sull’identità della clientela: “Nel corso del 2013 – prosegue – abbiamo supportato i nostri clienti, principalmente istituti finanziari e imprese assicuratrici di primaria rilevanza, nello sviluppo di piani strategici e di innovazione, nell’implementazione di nuovi modelli di business e nel lancio di prodotti e servizi innovativi”.
Ma anche il futuro sorride alla Cmcl. “Si segnala – spiega il presidente – che la soddisfazione dei clienti nei progetti realizzati nel 2013 ha permesso di sviluppare contratti biennali che garantiranno una buona solidità per gli anni a venire”, tanto che “nel 2014 puntiamo ad assumere un ruolo di rilievo nella business community nazionale costruendo relazioni di lungo termine con i nostri clienti esistenti e sviluppando ulteriormente la nostra value proposition verso nuovi clienti, ad esempio industriali”. Tanto ottimismo di business nel secondo anno dell’Era Renziana è certamente giustificato da parte di Carrai.
Ma sarebbe necessario ai fini di una disclosure che fughi la minima ombra di conflitti d’interesse, che, magari anche solo con un tweet, il capo del governo chiarisca chi sono i grandi clienti finanziari del suo più fidato consigliere.

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