CheBanca!, cheperdite!

Quasi 300 milioni di euro bruciati in 5 anni. Quando i grandi giornali si soffermano entusiasti sui successi di Mediobanca, sull’abbandono dei Salotti Buoni voluto dall’amministratore delegato Alberto Nagel e sull’uscita dalla logica dei patti di sindacato, nonché tessono le lodi della crescente presenza dell’istituto di Piazzetta Cuccia a Londra, dimenticano di analizzare a fondo una delle zone critiche della banca. Una zona che, pubblicitariamente, punta sul colore giallo ma che farebbe meglio a segnalarsi invece con un rosso sangue.
Parliamo di CheBanca!, che per Nagel nel 2008 ha rappresentato una sorta di passaggio delle colonne d’Ercole perché per la prima volta Mediobanca si lanciava nel segmento della finanza al consumo e prevedeva l’apertura di sportelli. Fino agli anni precedenti, infatti, l’istituto era stato attivo nel segmento tramite prima Micos Banca e poi Selma Bipiemme Leasing, in jointventure con l’omonima banca popolare meneghina. Sia Micos Banca sia Selma Bipiemme Leasing guadagnavano. Poco, ma guadagnavano.
Nel 2009 il coraggioso salto in avanti. Per guidare la nuova banca online Nagel chiana Christian Miccoli, che in Italia era stato artefice dello sbarco con successo degli olandesi di Ing Direct con il famoso Conto Arancio. Dall’arancio le cose sono subito andate in rosso per la nuova banca di Nagel che non ha coperto coi ricavi i pesanti costi non solo di start-up: nell’esercizio 2009 ha perso 99,9 milioni, un anno dopo 79,1 milioni, nel 2011 il passivo è stato di 39,2 milioni, per ridursi a 28,2 milioni, mentre nell’ultimo bilancio il disavanzo è stato di 25,1 milioni. CheBanca! con quasi 900 dipendenti e 60 filiali, presieduta da Miccoli, vede Gian Luca Sichel come amministratore delegato e nel consiglio siede Francesco Saverio Vinci, direttore generale di Mediobanca.
Chissà cosa avrebbe detto Cuccia pensando che Nagel ha perso quasi 300 milioni in 5 anni puntando sul colore sbagliato. Un peccato, per il vecchio banchiere, forse peggiore di quello di aver firmato il discusso “papello” in favore di Salvatore Ligresti…

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