Quei 22 milioni in più per Micheli.

Quando Francesco Micheli si muove bisogna alzare le antenne. Il 78enne finanziere parmense d’origine e milanese di adozione, raffinato melomane, ideatore del festival musicale MiTo, è uomo dalle forti relazioni e dai grandi affari. Nell’ultimo periodo è posizionato vicinissimo al premier Matteo Renzi, tanto da essere stato ospite del matrimonio del suo superconsigliere Marco Carrai; ma Micheli è stato prima vicino a Silvio Berlusconi e ancor più in là ai potenti della Prima Repubblica. Già “enfant prodige” della finanza della Montedison di Eugenio Cefis, poi scalatore della Bi-Invest di “Carletto” Bonomi, poi ancora ideatore con Silvio Scaglia di eBiscom e della sua miliardaria quotazione, e ancora “raider” della Banca Nazionale dell’Agricoltura di Giovanni Auletta Armenise…
Micheli è un pezzo importante della finanza italiana. Ecco perché quando si muove bisogna tenerlo d’occhio. Qualche giorno a Milano nello studio di via Agnello del notaio Carlo Marchetti, figlio del famoso Piergaetano, si è svolta un’assemblea straordinaria della Micheli e Associati. Questo è il vascello corsaro di Micheli, la sua stanza dei bottoni. Il capitale è detenuto al 100% in via fiduciaria dalla Widar in nome e per conto dello stesso Micheli e dei suoi figli, Andrea e Carlo. Micheli e Associati era fino a ieri una srl con un modesto capitale di 10.400 euro, ma davanti al notaio Marchetti è stata varata una ricapitalizzazione di ben 22 milioni di euro di cui 114.400 euro di valore nominale e 21,8 milioni a titolo di sovrapprezzo. La ricapitalizzazione dovrà essere effettuata in contante entro e non oltre il prossimo 16 gennaio.
A cosa serviranno 22 milioni? Dentro la Micheli e Associati c’è già un tesoro che vale decine di milioni: il 56% di Genextra, la biotech di cui Micheli è presidente e che ha fondato col suo amico oncologo Umberto Veronesi, il 5% di Hines Italia Sgr, società di gestione immobiliare di Manfredi Catella già vicino a Salvatore Ligresti, e ancora quasi il 3% della Banca Leonardo di Gerardo Braggiotti, il 5,6% della web company Banzai di Paolo Ainio prossima alla quotazione, il 22% di Elba Assicurazioni e il 40% della catena di parafarmacie Qualifarma Retail. “Last but not least” c’è anche l’1,5% di Nse Industry, una società che si occupa di riciclare rifiuti e basata in Empoli, in Toscana. Nse Industry è controllata dalla Np & Partner, società formata da Nicla Pucci, che la controlla al 100%, e Claudio Vanni: la prima è figlia di Serrano Pucci, sindaco di Capraia e Limite dal 1952 al 1980 per il Pci e moglie di Vanni, noto come responsabile comunicazione di Unicoop Firenze.

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