Battistoni, fumo di Londra in Via Condotti.

E anche Battistoni, la più celebre boutique romana, nota anche per il suo annuale “calendario”, cambia governance e assetto azionario. Il patron Gianni Battistoni, infatti, ha deciso di passare la mano della società e, soprattutto, di trasformarla da semplice srl in spa, società per azioni. Il tutto è stato registrato dal notaio dell’Urbe Giovanni Nicotera davanti al quale è stato firmato l’atto di cessione quote con il quale Battistoni e la sorella Simonetta hanno anzitutto ceduto complessivamente per circa 3 milioni di euro il 70% della Battistoni srl alle due società lussemburghesi Gryphon Holdings e Largo Holdings che si sono ripartite la partecipazione in misura paritetica del 35% cadauna.
A chi appartengono i due veicoli del Granducato? Gryphon Holdings fa riferimento all’italiano Alessandro Barnaba, romano classe 1973, banchiere di Jp Morgan e residente a Londra mentre Largo Holdings è di Luigi Gatti Bonati, anch’egli romano di origine, classe 1977 e lui pure residente nella capitale del Regno Unito. Luigi Gatti Bonati è il figlio di Massimo Gatti, noto finanziere italiano degli Anni Ottanta, già vicino a Raul Gardini e Gianni Varasi, ex titolare della quotata Raggio di Sole, di cui assunse il controllo dopo il matrimonio con Giuseppina Bonati, figlia di Luigi, il “re dei mangimi”. Gatti da finanziere si è ultimamente trasformato in fotografo di buona mano e di buon successo e il pallino della finanza è passato al figlio Luigi.
Dopo il passaggio quote, questa volta davanti al notaio romano Carlo Alessandro Gilardoni, è invece andata in scena la trasformazione della Battistoni srl in Battistoni spa e Luigi Gatti Bonati ha assunto la presidenza al posto di Gianni Battistoni, che ha firmato l’ultimo bilancio chiuso, a fine 2013, con ricavi per 2,7 milioni e una lieve perdita di 283.000 euro. Nel nuovo consiglio d’amministrazione siedono Alessandro Barnaba e la sorella Elisabetta, Gianni Battistoni e Giuseppina Bonati, madre del neopresidente, anche lei residente nella capitale britannica.
Insomma, le cravatte di Via Condotti sono diventate al fumo di Londra…

Advertisements